Bacciu: «No all’università nell’ex Oviesse»
Il consigliere rilancia l’idea del polo didattico nella caserma della finanza e boccia il campus all’ostello
OLBIA. Critica la strategia del piccone del sindaco Settimo Nizzi con cui la nuova amministrazione sta smantellando quanto fatto dalla giunta Giovannelli negli ultimi cinque anni. L’ex assessore ai Lavori Pubblici e oggi consigliere di minoranza, Davide Bacciu, non ha gradito la scelta della maggioranza di abbandonare il progetto dell’università nell’ex caserma della finanza (in favore dell’acquisto del palazzo ex Oviesse attraverso l’Aspo) e nemmeno l’idea del campus nell’ex ostello della gioventù. «Sono contrario a questo doppio progetto – spiega il consigliere Bacciu –. Scelte che appaiono ai miei occhi tutt’altro che illuminate. Rimango dell’idea che l’università debba trovare posto al centro di Olbia e che gli studenti fuori sede debbano trovare alloggio sempre al centro della città. Sono convinto che fosse molto più utile sotto diversi aspetti portare avanti la nostra idea che prevedeva un impegno dell’Aspo per la ristrutturazione dell’ ex caserma della finanza, con costi evidentemente spalmati negli anni». Bacciu ribadisce i vantaggi di quella proposta. «Come ad esempio l’accorpamento con l’Expo e i locali dell’attuale ristorante di proprietà del Comune, con ampi spazi esterni nella piazzetta – aggiunge –. Senza dimenticare la ristrutturazione di uno dei palazzi più centrali e in vista della città che in caso contrario è destinato a rimanere un rudere. A ciò si aggiunga l’idea-opportunità di sottoscrivere degli accordi con i tantissimi privati proprietari di case sfitte al centro, in modo da rendere conveniente per loro la locazione certa, magari anche con un incentivo come la parziale detassazione, e per gli studenti fuori sede ottenere alloggio a costi calmierati. I benefici sono evidenti. Gli studenti vivrebbero a pochi passi dall’università senza necessità di prendere mezzi pubblici o privati per recarsi all’ostello. I commercianti avrebbero clienti nuovi e ne guadagnerebbero anche le casse comunali. Infatti resto dell’idea che neanche un euro di soldi pubblici andrebbe speso per l’ex ostello. Riterrei invece interessante, per fare un esempio sul suo potenziale utilizzo, sedersi al tavolo con Geasar e discutere di una cessione in suo favore, nella speranza che possa prendere corpo la vecchia idea di un polo di formazione aeronautica». (se.lu.)
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