Hotel, abusi edilizi: la Cassazione dice no
È stato dichiarato inammissibile il ricorso presentato dal procuratore Fiordalisi dopo il dissequestro del Romazzino
PORTO CERVO. Ultima fermata in Cassazione per la Procura di Tempio che da anni cerca di sequestrare gli hotel a 5 stelle della Costa Smeralda per presunti abusi edilizi. Venerdì notte a Roma la Corte ha detto ancora una volta no: niente abusi e niente sequestri. Per la precisione – addirittura con il parere conforme del procuratore generale – è stato dichiarato inammissibile il ricorso presentato dal capo della Procura, Domenico Fiordalisi, contro la pronuncia del tribunale del riesame di Sassari che lo scorso maggio aveva ritenuto insussistenti le accuse del procuratore e dissequestrato l’hotel.
Con ogni probabilità la Cassazione l’altro ieri ha scritto la parola fine al braccio di ferro sul sequestro degli hotel che da due anni contrappone la Procura di Tempio alla Sardegna resorts, società che fa capo alla holding del Qatar titolare degli hotel della Costa Smeralda. Più in generale, la Cassazione ha anche assestato un colpo decisivo alla maxi inchiesta condotta dal procuratore Fiordalisi a Porto Cervo, almeno per quanto riguarda la contestazione degli abusi edilizi. Numeri alla mano, sono una decina i sequestri richiesti dalla Procura e altrettanti i dissequestri puntualmente ottenuti dalla Sardegna resorts, difesa in giudizio dall’avvocato Antonella Cuccureddu. Complessivamente, sono ben 43 i giudici (25 della Cassazione) che si sono espressi su questa vicenda dando ragione alla Sardegna resorts.
Secondo l'accusa del procuratore Fiordalisi, le suite contestate dell’hotel Romazzino (in tutto 6) sarebbero state realizzate in forza di una concessione edilizia rilasciata dal comune di Arzachena e ritenuta illegittima dalla Procura. Accusa contestata in tutte le sedi giudiziarie dall'avvocato Antonella Cuccureddu, difensore della Sardegna resorts. Secondo la difesa, tutte le contestazioni mosse dalla procura di Tempio sono sempre state rigettate in precedenti giudizi, anche in Cassazione. Non solo, la difesa ha sempre contestato anche i presupposti tecnici del sequestro preventivo (il concetto di edificio principale, la distanza dal mare, le ville distaccate dal corpo centrale).
Incassata la vittoria in Cassazione, la difesa adesso prepara le carte per i prossimi appuntamenti giudiziari. La maxi inchiesta della procura di Tempio, infatti è ancora tutta in piedi. Il 24 gennaio è fissata un’udienza stralcio dove si parlerà delle intercettazioni.
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