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Olbia

I condomini al Tar: «Il consorzio va sciolto»

I condomini al Tar: «Il consorzio va sciolto»

Per i proprietari di Santa Reparata è illegittimo da quando il Comune ha preso in carico acqua e fogne

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SANTA TERESA. I condòmini di Santa Reparata chiedono lo scioglimento del Consorzio Baia Santa Reparata. Ritengono che non abbia più titoli per esistere e che non possa chiedere alcuna quota di pagamento per la manutenzione delle infrastrutture. Dal 2005 è il Comune che ha preso in carico tutte le opere di urbanizzazione. Alcuni proprietari si sono così uniti in comitato spontaneo e intendono far valere la loro posizione davanti al Tar. In mano la sentenza del tribunale amministrativo del 2014. Una ventina di condomini aveva presentato ricorso contro il Comune e la Bipielle Real estate. Chiedevano al giudice di accertare l’obbligo del Comune di prendere in carico le opere di urbanizzazione primaria della lottizzazione di Baia Santa Reparata. La sentenza dichiarò inammissibile il ricorso ma stabilì alcuni punti importanti. Dal 2005 il Comune è a pieno titolo proprietario di tutte le opere di urbanizzazione (rete fognaria, illuminazione, impianto idrico), cedute con regolare atto di cessione. L’ente locale le ha quindi prese in carico in quel momento, divenendo responsabile delle manutenzioni.

«L’articolo 18 dello statuto del Consorzio di Baia Sardinia – spiegano dal Comitato spontaneo – stabilisce che il consorzio si scioglierà al verificarsi di una delle seguenti cause: il passaggio di tutte le attività connesse agli scopi consortili al Comune di Santa Teresa; per impossibilità manifesta di funzionamento o per continuata inattività dell’assemblea. Ne consegue quindi che tutte le attività del Consorzio connesse agli scopi consortili sarebbero dovute cessare nel 2005. Da allora il Consorzio non è legittimato a richiedere ai consorziati qualunque onere per le infrastrutture. E faremo valere le nostre posizioni davanti al Tribunale amministrativo per chiedere l’ottemperanza di quella sentenza».

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