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Bullismo, il Rotary in prima fila

Il club accusa il Comune: «Le istituzioni dovrebbero collaborare»

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OLBIA. La battaglia contro il bullismo si combatte sui banchi di scuola. Il Rotary club di Olbia, per esempio, sta portando avanti un corposo progetto dal titolo «Conoscere per agire, educare per prevenire», dedicato a studenti, famiglie e docenti. Il Club, presieduto da Antonio Barabino, mette in chiaro alcune cose. Nel mirino ci finisce il Comune, che nelle scuole sta attuando un progetto tutto suo, sempre contro il bullismo. «Terminata la prima fase di formazione degli insegnanti della primaria di Santa Maria e della scuola Diaz, inizierà a breve il lavoro in classe con insegnanti, alunni e polizia postale - spiega Barabino -. Le linee guida del progetto erano state elaborate dalle pedagogiste Cristina Manunza e Maria Antonietta Cossu di concerto con i responsabili degli istituti coinvolti. L'argomento è delicato e richiede un approccio molto curato». Da qui, qualche critica al Comune e in particolare a un progetto simile portato avanti dall'assessorato alla Pubblica istruzione, guidato da Sabrina Serra, che ha appena preso il via nella media Diaz. «Sarebbe stato utile avere la collaborazione delle istituzioni per poter coordinare dall'inizio gli interventi e ampliare l'offerta formativa - prosegue il presidente del Rotary -. Invece, scopriamo che le stesse istituzioni pubblicizzano e realizzano in tempi successivi iniziative identiche nel nome ma non nel merito, creando confusione soprattutto tra i ragazzi con metodi pedagogici opposti a quelli già in corso di applicazione». Barabino fa un esempio. «Ai ragazzi sarebbero stati mostrati in video degli episodi di bullismo e chiesto loro se avessero mai assistito a situazioni simili - spiega -. Cioè il contrario di quello che prevedono le linee guida del Rotary, concordate con i responsabili degli istituti, che sono quotidianamente a contatto con ragazzi e famiglie e che hanno sempre chiesto un approccio non traumatico. In futuro sarebbe auspicabile che le istituzioni, anziché appropriarsi di progetti pensati e realizzati da altri enti, si coordinassero con loro in modo da rendere un servizio migliore».

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