Scontro in aula sulla pulizia dei canali
La difesa rilancia: l’appalto bloccato da ritardi della Procura nel rilascio di un certificato penale dell’ impresa vincitrice
TEMPIO. Non hanno pulito i canali, non hanno gestito correttamente la macchina amministrativa, non hanno governato le comunicazioni, non hanno fatto l’appalto perché mancava la certificazione dei carichi pendenti relativa alla ditta che avrebbe dovuto eseguire i lavori. In questo scenario sono arrivati i morti, 13 vite umane spezzate. Per l’accusa e per le parti civili sono tasselli che confermano le responsabilità di pessima iniziativa del sistema d’intervento comunale nei confronti nell’alluvione Cleopatra, sia nelle dinamiche della prevenzione nelle ore che hanno preceduto l’evento e sia nella fase di sviluppo di quello che il 18 novembre 2013 si è manifestato nelle forme di una tragedia collettiva.
Il mosaico. Per gli avvocati di parte civile Giampaolo Murrighile, Domenico Putzolu, Mario Perticalà, Elias Vacca e la pubblica accusa rappresentata dal procuratore Domenico Fiordalisi, è un mosaico che prende forma con l’audizione dei testi portati a difesa del responsabile del settore tecnico comunale, l’ingegnere Antonello Zanda, accusato di omicidio colposo e disastro ambientale insieme con altri due funzionari (Giuseppe Budroni e Gabriella Palermo) e all’ex sindaco Gianni Giovannelli (difeso dall’avvocato Nicola Di Benedetto).
I funzionari. Attraverso l’esame di sette testimoni (sei dipendenti comunali e la consulente legale dell’ente, l’avvocatessa Manuela Traina), gli avvocati Jacopo Merlini e Pasquale Ramazzotti, che curano la difesa dei funzionari comunali, cercano di mettere in evidenza i comportamenti corretti dei propri assistiti, quando avendo avviato la gara d’appalto per la manutenzione dei canali, furono costretti a rispettare i tempi per il completamento della documentazione richiesta alle ditte vincitricia dell’appalto, il Consorzio Mcf di Reggio Emilia e la Mia di Olmedo che avrebbe eseguito l’opera.
La missione. Come ha spiegato il geometra comunale Gianluca Vidale, la gara venne bandita il 20 agosto, ma al dossier presentato dalle imprese vincitrici entro i due mesi previsti mancava il certificato del casellario giudiziale. Perché? Per un ritardo nel rilascio attribuito alla Procura di Tempio, sostiene la difesa. I testimoni confermano di avere più volte sollecitato telefonicamente e per due volte, il 7 e 8 ottobre 2013, inviato la funzionaria Annalisa Mariotti, che ottenne dagli uffici giudiziari di Tempio un’attestazione verbale. Il certificato cartaceo, dicono i testi, arrivò negli uffici comunali per posta nel gennaio 2014.
Acquisizione. Ma sulle richieste alla Procura non ci sono risposte dettagliate. Nè ci sono sui nomi e sulle circostanze, rileva poi il procuratore Fiordalisi, che non ci sta a incassare la versione di una negligenza da parte dell’amministrazione che lui stesso guida. Tanto da chiedere al presidente del tribunale Gemma Cucca l’acquisizione dei documenti (gli avvocati Merlini e Ramazzotti avevano già dichiarato di voler produrre i documenti alla prossima udienza) con i quali il Comune sollecitò le richieste al casellario giudiziale di Tempio, per stabilire con precisione quelle circostanze.
Il capo dei vigili. La macchina amministrativa e nel caso specifico la struttura amministrativa, in assenza della certificazione dei carichi pendenti, non ritenne quindi di eseguire la pulizia dei canali. Nè i tecnici valutarono l’urgenza di intervenire anche quando l’allora comandate della polizia municipale Gianni Serra, inviò una nota (10 settembre 2013) sottolineando la necessità di estirpare la vegetazione e di eliminare i materiali che ostruivano i canali, dopo averlo constatato in una ricognizione dei luoghi. Ma la struttura tecnica, anche su questo i testimoni confermano in aula, non ritenne di prendere in considerazione nell’immediatezza la sollecitazione del comandante Serra.
Le parti civili incalzano: la pulizia dei canali andava fatta, comunque, ricorrendo ad altri strumenti come l’affidamento diretto o la spesa in dodicesimi. Prossima udienza il 13 febbraio. (gpm)
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