La Nuova Sardegna

Olbia

Emergenza maltempo e in città torna la paura

di Enrico Gaviano
Emergenza maltempo e in città torna la paura

Esondazioni, strade e rioni allagati e decine di interventi dei vigili del fuoco Disagi soprattutto nelle zone che hanno già subito danni nelle alluvioni

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OLBIA. Il ventre molle della città, cresciuta a dismisura in trent’anni, viene colpito ogni volta che piove più del dovuto. È successo anche questa volta, con allagamenti soprattutto nelle zone periferiche, e nei quartieri nuovi. Trent’anni di crescita selvaggia in una città che ha tirato su case al fianco di canali che sembrano solo in apparenza docili. Ma Olbia è sempre una piana alluvionale, e dunque l’acqua ci ritorna con violenza, quando c’è da fare i conti con piogge incessanti. Come queste: durate da sabato sino a ieri pomeriggio, quando finalmente è arrivata una tregua. Insieme anche il fatto che le abbondanti nevicate cadute sul Limbara e sulle altre alture che circondano la piana, si stanno sciogliendo, arricchendo così i corsi d’acqua. Che la giornata non volgesse al buono lo si è capito già dalle prime ore della mattinata. Il Centro operativo comunale, che nei giorni precedenti era stato portato avanti prevalentemente con contatti per via telefonica fra il sindaco, il responsabile della protezione civile e il dirigente della polizia locale, e le pattuglie che ogni tre ore controllavano la città, improvvisamente si è animato. Una riunione e poi sono partiti i sopralluoghi. A metà mattina il sindaco Nizzi , vista la situazione critica a Putzolu, con l’esondazione di un fiume, e le strade di collegamento che si allagavano, ha fatto sgomberare il plesso scolastico. Un primo passo seguito poco più tardi dall’ordine di chiusura delle scuole per il pomeriggio e di evitare se possibili gli spostamenti in auto. Altro consiglio: portarsi all’interno delle abitazioni ai piani più alti.

«Siamo intervenuti in più parti della città – ha sottolineato il sindaco – per eliminare i punti dove le strade erano allagate, come in via Emilia o a Pittulongu. C’è stata un po’ di preoccupazione a un certo punto, ma in effetti – continua il sindaco – poi la situazione meteo è migliorata e possiamo tirare un sospiro di sollievo anche se il Coc andrà avanti per tutta la notte nel monitoraggio». Con le squadre del Comune, delle associaizoni di volontariato . gran lavoro dei vigili del fuoco, protagonisti di decine e decine di interventi. Le zone colpite principalmente sono state quelle di Pasana, con mezzi, compreso anche uno del Comune, finiti dentro le buche create dall’acqua, Putzolu, e la zona di Maria Rocca, famosa perché nell’alluvione del novembre del 2013 fu sgomberata la scuola poi abbandonata e che ora viene ricostruita in via Vicenza. Qui, a Maria Rocca, nel primo pomeriggio è esondato il Paule Longa finendo per allagare via Como. Lì vicino, sin dalla mattinata gli abitanti di via Massa Carrara avevano telefonato alla protezione civile, visto che la sede stradale era allagata. La protezione civile ha proposto l’evacuazione delle case, ma alla fine tutti sono rimasti nelle proprie abitazioni. Isolata per un certo numero di ore, causa l’allagamento della unica strada, la zona di San Giovanni. In via del Nuraghe, zona Mannazzu, da sabato le auto vengono parcheggiate nella strada principale perché le vie di collegamento si allagano. Ma la paura del 2013 resta sempre, visto che allora in casa entrarono due metri d’acqua e anche il 20 dicembre i vigili del fuoco sono intervenuti a portarli via dalle case. Ieri, insomma, è andata meglio.

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