«Sul Piano Sic troppe leggerezze»
La Maddalena, il capogruppo di minoranza Gaetano Pedroni contro il documento approvato dal Parco
OLBIA. Anche il gruppo di minoranza “Il vento che cambia” dice la sua sul Piano di gestione del Sic e Zps approvato dal Consiglio direttivo del Parco. Il Piano per entrare in vigore dovrà essere ratificato dalla Regione con decreto. Al suo interno vengono introdotti una serie di divieti: no alle escursioni a piedi a Cala Coticcio e Cala Brigantina a Caprera: stop alla pesca subacquea sportiva; stop alle moto d’acqua; gite alle isole con una sola sosta. «Questo modo di fare e disfare a discapito dei maddalenini non deve più trovare spazio a qualsiasi livello politico e amministrativo – commenta il capogruppo Gaetano Pedroni –. Una componente del Consiglio Direttivo presieduto da Enzo Di Fraia, in assenza del presidente Giuseppe Bonanno e del vice Andrea Rotta, nell’ultima seduta prima del commissariamento, ha approvato con troppa superficialità e adducendo a motivazioni ridicole dal nostro punto di vista, la delibera sui due Piani di gestione. I tempi stretti, le troppe carte e file da visionare, la documentazione integrata misteriosamente a loro insaputa, il rischio di perdere un finanziamento di 50mila euro motivazioni rappresentate in un post su Fb a firma dei quattro, non possono rappresentare una seria giustificazione, rispetto ad atti con effetti così rilevanti per la fruibilità e l’economia del territorio. Quando si è chiamati ad esprimere un voto su argomenti così importanti si deve essere consapevole e informati. Ci dichiariamo contrari a queste regole basate su inaccettabili divieti e faremo di tutto per scongiurare questa gravissima e complicata situazione partendo da un atto del Consiglio comunale che affermi la netta contrarietà e la presa di distanze, in rappresentanza dell’intera comunità».
L’isola resta in fermento per le conseguenze che il Piano Sic avrebbe se ratificato. Il sindaco ha già detto che userà gli strumenti a sua disposizione per impedirne l’applicazione. Gli stessi componenti del Consiglio direttivo, preso coscienza di quanto votato, cercano motivi di nullità nella procedura o nell’atto che hanno approvato nella seduta del 22 novembre, riunione convocata su loro richiesta.
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