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Olbia

Giovane diabetica: la mia odissea contro la burocrazia

di Angelo Mavuli
Giovane diabetica: la mia odissea contro la burocrazia

Da 18 mesi attende le nuove cannule per il microinfusore: «La Assl continua a ignorare le prescrizioni, è inaccettabile»

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TEMPIO. «Oggi, diventata adulta, a causa di questa malattia mi trovo ancora a lottare quotidianamente, più che contro la malattia stessa, (con la quale ho imparato a convivere), contro la burocrazia, l’insipienza e il menefreghismo degli addetti ai lavori dell’Assl di Olbia».

Comincia così una garbata ma determinata lettera di protesta, inviata da A.L.N. una geologa calangianese di 28 anni, alla quale l’Assl nega i giusti presidi per affrontare nei modi più consoni e moderni la sua quotidiana battaglia contro il diabete.

La storia. «Circa 3 anni fa -, racconta la giovane -, dopo anni di punture infinite, anche 5/6 al giorno per stabilizzare i valori, sono finalmente passata alla “terapia con microinfusore di insulina”. Un dispositivo portatile di piccole dimensioni, paragonabile a un cellulare che, in base alle esigenze del paziente rilascia insulina ad azione rapida, 24 ore su 24, attraverso un tubo sottile e un ago cannula inserito sottocute. Questo presidio medico fornito dalle Assl, mi ha permesso di non fare più le punture giornaliere, di avere finalmente buoni valori glicemici e di essere stabile».

Materiale non idoneo. «Dopo qualche tempo però, assieme al mio diabetologo - prosegue la giovane -, ci siamo resi conto che le cannule sottocute non erano idonee. Si ostruivano di continuo e non consentivano il passaggio di insulina, bloccando dunque, improvvisamente, il lento rilascio di farmaco. Col pericolo di andare incontro a episodi di iperglicemie gravi, ricoveri per cheto-acidosi diabetica con compromissione dei reni e della vista».

Prescrizioni ignorate. «Il problema, che perdura ormai da oltre un anno e mezzo, nasce nel momento in cui è stato chiesto all’azienda sanitaria di Olbia di sostituire le vecchi cannule con altre che non avevano il difetto delle precedenti e che avevano e hanno anche lo stesso identico prezzo. Ma ancora oggi - prosegue la paziente - la Assl nonostante le regolamentari e precise prescrizioni mediche continua ad ignorare le richieste del diabetologo e si ostina a fornire le vecchie e pericolose cannule, incurante anche dei numerosi solleciti e delle continue richieste».

Urgenza vitale. «Questo presidio, a me occorre con urgenza- va avanti la geologa, pronta a intentare un’azione legale -. E poi: il presidio che mi è stato assegnato non è sostituibile, non è acquistabile in nessun’altra farmacia, essendo un presidio che ai diabetici spetta per legge e soprattutto è l’unico modo che mi consente di portare avanti la terapia insulinica con successo e di avere valori nella norma». La ragazza si fa paladina per quanti, soprattutto bambini ma anche molti adulti, sono in lista di attesa per avere dall’Assl i microinfusori necessari per avere una terapia insulinica adeguata e moderna. «Ci sono ritardi - dice -, non più giustificabili».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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