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Olbia

Olbia, il Psd’az contro la chiusura dell''Rsa: «All’assistenza non si rinuncia»

La sede della Rsa di Olbia
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La sede della Rsa di Olbia

La segretaria Lidia Fancello sollecita un intervento urgente dell’amministrazione comunale

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OLBIA. «La tragica situazione dell'Rsa Sole di Gallura, sembra essere uno dei tanti emblemi di una città che non vuole avere niente a che fare con la sofferenza». A questa soluzione è giunta Lidia Fancello, segretaria della sezione del Psd'az e componente della commissione regionale pari opportunità.

«Certo – aggiunge Lidia Fancello – ci rende orgogliosi come olbiesi il fatto di essere una tappa del giro d'Italia. È bello per tutti noi, ma "pane e circo" non ci bastano più. È la qualità della vita dei propri cittadini che eleva un insieme di persone al rango di comunità civile, ovvero una città vera e propria. Per una comunità evoluta che ha l'ambizione di dirsi tale, avere un centro di assistenza per i malati anziani con ambienti e personale qualificati è un diritto irrinunciabile. Con tutto il rispetto per le laboriose comunità dei centri limitrofi, qualcuno potrebbe spiegare alle famiglie disagiate che non possono permettersi badanti 24 ore su 24, perché dovrebbero andare a Padru o Arzachena per stare vicino ai propri malati?».

«È indubbio che questa patata bollente sia arrivata all'attuale amministrazione come un macigno – aggiunge il Psd’az – Così come non c'è dubbio, che la gestione di questa struttura, sia stata poco trasparente: dieci mesi senza stipendio da parte del personale, sono troppi per giustificare semplici intoppi burocratici, ma qui si spera che intervenga chi di dovere a fare chiarezza. Noi ci chiediamo solo come, nella città patria del cemento e signoria della cubatura, è possibile che non si riesca a costruire un edificio adatto allo scopo? La città è in pieno boom demografico, ma non esiste nessuna pianificazione di assistenza per le fasce più deboli. È sorprendente tutta questa ingenerosità verso queste persone, le stesse che hanno costituito lo zoccolo duro della manovalanza che ha reso grande la città. Aleggia il sospetto che la classe politica olbiese del passato prossimo sia stata distratta riguardo la sorte dei propri concittadini e chiediamo a quella attuale di trovare soluzioni concrete e definitive».

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