Viaggio con “La scatola del tempo” per 5mila visitatori
ARZACHENA. Con “La Scatola del tempo” 5 mila visitatori di 22 nazionalità si sono tuffati nel passato millenario di Arzachena. Il piccolo museo allestito in 24 metri quadri nel cuore del centro...
ARZACHENA. Con “La Scatola del tempo” 5 mila visitatori di 22 nazionalità si sono tuffati nel passato millenario di Arzachena. Il piccolo museo allestito in 24 metri quadri nel cuore del centro storico col progetto comunale “Art-in”, da poco più di un anno sta facendo rivivere per alcuni mesi il locale al civico 6 di Corso Garibaldi che mezzo secolo fa ospitava una bottega di frutta. La stanza di per sé è già un monumento: è parte di un edificio costruito 150 anni fa.
Mario Sotgiu è ideatore e custode del piccolo museo, è lui che ha dato vita all'associazione culturale “La Scatola del tempo”. Ad attirare i visitatori oggetti, foto, riproduzioni di documenti antichi. Pagine sbiadite di storia, archeologia, mappe e libri che raccontano la trasformazione di Arzachena sino alla Costa Smeralda. Il punto di forza dell’iniziativa è la semplicità dell'allestimento, come testimoniano i commenti lasciati da 5 mila visitatori. «Abbiamo avuto anche tante scolaresche del nord Europa – racconta Sotgiu –: Germania, Francia, Spagna, Svizzera, Inghilterra, Russia, Giappone, Svezia, Arabia, Australia e Nuova Zelanda perlopiù. In tutto si contano 22 nazionalità. Durante la stagione estiva non sono mancati i visitatori locali e gli italiani. I turisti hanno poi approfondito i cenni storici con visite ai siti archeologici».
Ricostruita in collaborazione con gli alunni delle elementari, da aprile a giugno dello scorso anno c'è stato spazio per raccontare la storia antica della frazione di Cannigione: dal periodo nuragico a quello giudicale, dal Settecento al Novecento. A seguire una nuova mostra della storia antica di Arzachena, in collaborazione con Steven Hirschhorn che ha tradotto in inglese i pannelli espositivi. A luglio l’associazione ha collaborato con la parrocchia di Cannigione per una mostra dedicata alla nascita del vecchio borgo, anche in questo caso i testi espositivi sono stati tradotti in inglese da Stefania Careddu che insegna vive a Londra. Durante il periodo natalizio, in un locale adiacente al piccolo museo, l’associazione ha organizzato una retrospettiva dedicata alla straordinaria corrispondenza fra Vincent Van Gogh e suo fratello Theo. «Vorremmo completare la mostra che riaprirà ad aprile raccontando la nascita della Costa Smeralda – annuncia –, c'è stata richiesta da tanti visitatori. Un sogno nel cassetto? Vedere il centro storico disseminato di mostre, gallerie ed esposizioni artistiche». (w.b.)
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