Olbia non ha un teatro, la grande danza emigra a Roma
OLBIA. La storia è vecchia quasi quanto la città. Olbia ha sessantamila abitanti, decine di scuole e associazioni che producono cultura, ma il numero dei teatri resta sempre zero. È un paradosso...
OLBIA. La storia è vecchia quasi quanto la città. Olbia ha sessantamila abitanti, decine di scuole e associazioni che producono cultura, ma il numero dei teatri resta sempre zero. È un paradosso tutto olbiese che certe volte non lascia alternative a chi vive di eventi e spettacoli. Per esempio Mavi Careddu, la coreografa del Life center, si è ritrovata nuovamente costretta a fare le valigie. Per la seconda volta in due anni ha organizzato le qualificazioni nazionali per la Coppa del mondo, di cui è direttrice artistica, a Roma. Così Olbia dovrà così dire addio a un qualcosa come mille persone tra ballerini, staff e accompagnatori. «È una scelta obbligata, mi dispiace ma non ci sono alternative - spiega Mavi Careddu -. Dal 2009 fino allo scorso anno, con l'eccezione del 2015, abbiamo organizzato le qualificazioni a Olbia. Lo facevamo allestendo uno spazio teatrale al Geopalace, con enormi spese aggiuntive. Ma da quando il palazzetto è meritatamente diventato sede della pallavolo Hermaea, in serie A, non è più possibile montare le attrezzature sulla loro pavimentazione tecnica. A dicembre al Geopalace abbiamo portato in scena il musical Cats, ma abbiamo fatto i salti mortali». Olbia non ha spazi adeguati. Ci sarebbe il teatro Mario Ceroli di Porto Rotondo, ma è all'aperto. Oppure il teatro Michelucci, pure all'aperto e in 20 anni mai entrato in funzione. «C'è anche il cinema, ma non ci stiamo - continua Mavi Careddu -. Serve infatti una platea che possa ospitare minimo 700 persone. E poi non c'è il backstage. È un peccato, perché questo evento portava ogni anno un migliaio di persone da tutta Italia. La direzione della Coppa è sempre più chiara: certe cose bisogna organizzarle in un teatro vero». Quindi, addio Olbia. Le qualificazioni italiane per la Dance world cup, in programma a giugno in Germania, si svolgono oggi e domani al teatro Orione di Roma. Mavi Careddu resta sempre la direttrice artistica, ma lontana dalla sua città. I ballerini, molti dei quali sardi, oggi e domani si cimenteranno in coreografie di ogni disciplina. Durante la due giorni si svolgeranno anche le preselezioni della storica Vetrina coreografica, che si terrà come sempre a Porto Rotondo il prossimo luglio. (d.b.)
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