Cgil: «Crisi occupazionale la politica tuteli il lavoro»
Appello del sindacato dopo i licenziamenti alla Clea e alla cooperativa La Fenice Di Lorenzo e Maccioni: «Iniziativa unitaria tra Regione, Comune e Provincia»
OLBIA. La crisi occupazionale diventi centrale nelle iniziative politiche. A chiederlo è la Cgil, impegnata nella difesa del lavoro in due pesanti vertenze in città: l’apertura della procedura di licenziamento collettivo di 139 lavoratori della Clea e di 35 lavoratori della Cooperativa sociale La Fenice, gestore della Rsa Sole di Gallura. «Un crollo di 174 posti di lavoro che non solo inciderà sui redditi e sulla qualità della vita dei lavoratori interessati, ma che colpirà il sistema socio assistenziale della città e di tutta la Gallura», rimarcano il segretario generale della Cgil Olbia Tempio Luisa di Lorenzo e quella della Funzione pubblica Luisella Maccioni. In una nota analizzano la crisi occupazionale gallurese che non risparmia più nessun comparto, dall’industria alle cooperative, dal terziario ai servizi. «Non eravamo stati cattivi profeti quando con forza sostenevamo che molte nubi si stavano addensavano sulla situazione politico sindacale nel nostro territorio, e non solo nubi riguardanti il mantenimento o il potenziamento dei livelli occupazionali, ma nubi che avrebbero messo in crisi il precario sistema economico gallurese e il suo già depotenziato stato sociale, generando qual malessere sociale che comincia a manifestarsi innanzitutto nella precarietà del lavoro e dalla mancanza di ammortizzatori sociali. E questo – sottolineano – già comincia a manifestarsi sul procedimento di licenziamento collettivo per i dipendenti della Fenice, ai quali purtroppo non si possono applicare gli strumenti di tutela e salvaguardia sociale quali la cassa integrazione».
La Cgil sollecita un’assunzione di responsabilità da parte della politica del territorio «per l’avvio di un’iniziativa unitaria a difesa del lavoro – dicono le due sindacaliste –. Bisogna ragionare attorno al problema occupazionale, renderlo centrale nelle iniziative politiche, iniziando a esigere per la Fenice una linearità nelle proposte e un confronto cristallino perché occorre salvaguardare l’occupazione nel momento in cui si trovano altre società o cooperative disponibili ad acquisire il servizio e, non ultimo, tutelare i pazienti». Interlocutore primario dovrà essere la Regione e l’assessorato alla Sanità nella riproposizione dei livelli minimi assistenziali nel territorio, ma anche il Comune di Olbia perché rivolga un’attenzione propositiva verso una problematica che investe la comunità e a tutela delle fasce più deboli quali gli anziani. Infine, la “nuova” Provincia di Sassari a cui si chiede un’ attenzione maggiore e una presenza più solida sui problemi della “sua periferia”, «il tutto – conclude la Cgil – attraverso l’apertura di un tavolo che metta insieme tutti gli attori politico-sociali coinvolti». (t.s.)
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