La Nuova Sardegna

Olbia

Gulli: «Lascio As do Mar in mani sicure»

di Giandomenico Mele
Gulli: «Lascio As do Mar in mani sicure»

A poche ore dall’addio l’ormai ex presidente traccia bilancio e prospettive dell’azienda che produce tonno in scatola

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OLBIA. L’emozione mista a un orgoglio misurato, consapevole. Il volto vincente di un’impresa che sa investire, ma eticamente è capace di valorizzare un patrimonio umano che costituisce valore aggiunto e parte essenziale degli utili aziendali. Vito Gulli è tornato a Olbia per salutare i suoi dipendenti, dopo il passaggio di consegne della Generale Conserve nelle mani di Adolfo Valsecchi: e non a caso usa la parola famiglia. As do Mar con Generale Conserve restano nel tessuto industriale della città, ormai ne sono parte integrante. Lo saranno anche con l’addio del loro condottiero, che ha passato il timone a chi sarà capace di scrivere una storia con le stesse parole e gli stessi concetti. Una famiglia che produce tonno di grande qualità.

«AsdoMar per me è come una figlia che porto all’altare, in giorni importanti sul piano emotivo – spiega Vito Gulli –. Ma lo faccio nella consapevolezza che mia figlia è stata forgiata e cresciuta con un carattere forte e deciso, che manterrà la sua strada. Poi mio genero, fuori di metafora il socio a cui lascio l’azienda, ha le spalle larghe e tanta esperienza oltre che grande capacità finanziaria». Un matrimonio che si spera lungo e prolifico, con due parti che si aiuteranno a vicenda per non disperdere un patrimonio aziendale, ma consolidarlo e farlo crescere nello spazio e nel tempo.

Marchio coop. A dimostrazione che la volontà industriale è quella di investire, arriva l’ultima grande operazione nella gestione di Vito Gulli. «Sono orgoglioso di avere concluso l’acquisizione da parte della Generale Conserve della produzione a marchio Coop – conferma Vito Gulli –. Questa rappresenta un ulteriore e importante tassello per il futuro di questa fabbrica». Gulli esprime concetti di microeconomia declinati secondo un codice quasi privato, che vede espressioni come «ho messo in sicurezza la mia famiglia e quelle dei miei lavoratori», legate all’orgoglio di un ruolo decisivo per l’azienda, portata alle nozze sul mercato attraverso investimenti importanti e aumenti di capitale decisivi nel corso degli anni. «L’azienda si trova in ottime condizioni, ora si punterà su uno sviluppo internazionale del marchio AsdoMar senza perdere un grammo della nostra identità – sottolinea Vito Gulli –. Secondo voi chi investe decine di milioni su un’azienda che fa dell’italianità, e in questo caso anche sardità, il proprio punto di forza, potrebbe mai pensare qualcosa di diverso?».

Sostenibilità. Italianità, qualità e sostenibilità sono i punti cardinali di una navigazione industriale che ha una rotta tracciata e alla quale Adolfo Valsecchi intende riferirsi con convinzione. «Non credo esista un migliore segnale in tal senso di quello dato l’anno scorso con l’acquisto di un terreno adiacente allo stabilimento – precisa Vito Gulli –. Solo un cieco potrebbe non vedere il significato di queste acquisizioni».

Poi c’è la continuità. «Quella rappresentata da Ruggero Bogoni (storico braccio destro di Gulli, ndr), che ringrazio insieme a Massimo Medda e Veronica Battistoni (rispettivamente direttore dello stabilimento e del controllo qualità, ndr), oltre a tutti gli altri collaboratori – dice Gulli –. Li ho salutati uno per uno facendo il giro delle linee di produzione, per non disturbare il lavoro. Non dimentico Giovanni Placido, l’ex direttore di produzione andato in pensione un anno fa. Parlo di persone che rappresentano un passato indimenticabile, con un futuro già scritto che lo sarà altrettanto».

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