La Fenice: «L’accreditamento c’è. Mai decisa la liquidazione della Rsa»
OLBIA. L’accreditamento provvisorio c’è, la liquidazione volontaria non è in programma e le uniche certezze sono la cessazione del servizio il 12 febbraio e la presa d’atto del fallimento delle...
OLBIA. L’accreditamento provvisorio c’è, la liquidazione volontaria non è in programma e le uniche certezze sono la cessazione del servizio il 12 febbraio e la presa d’atto del fallimento delle trattative con i soggetti interessati per l’acquisizione dei servizi di Residenza sanitaria assistita, Comunità integrata e alloggio.
Sono i punti salienti dell’assemblea dei soci convocata ieri pomeriggio dalla cooperativa La Fenice, che dal prossimo fine settimana chiude i battenti della Rsa Sole di Gallura di Olbia, dalla quale in queste ore stanno andando via gli ultimi pazienti. La cooperativa La Fenice, però, non ci sta a fare da capro espiatorio o imputato in odore di condanna per la fine di un servizio essenziale per la città di Olbia. «Le trattative che abbiamo condotto con dieci gruppi di altissimo livello non sono andate a buon fine – spiega Edi Pisu, presidente della cooperativa La Fenice –. La nostra volontà è che il servizio di Rsa resti a Olbia con un soggetto in grado di sostenere economicamente il progetto, ci era stata garantita anche la possibilità di ampliare il servizio. Ma finora questo non è stato possibile».
La Pisu smentisce tutte le note ufficiali di questi giorni. «Il nostro accreditamento non è mai stato sospeso dalla Regione, l’ultima nota risale al 3 febbraio, con la quale si risponde a un quesito della Kcs, in trattative con noi per l’acquisizione del servizio, che chiedeva se l’accreditamento poteva essere “volturato”, cioè passare direttamente alla nuova cooperativa – spiega la presidente de La Fenice –. La Regione ha indicato i criteri nel dicembre dell’anno scorso, per avere l’accreditamento sarebbe stato necessario che Kcs prima acquisisse il servizio». In ogni caso la Rsa Sole di Gallura è tecnicamente in grado di ospitare i pazienti. «La struttura è attualmente accreditata in regime provvisorio per 120 posti letto, come risulta dalla documentazione prodotta – conferma la Pisu –. Non abbiamo mai deliberato la liquidazione volontaria, abbiamo annotato le difficoltà nel proseguire il servizio, come risulta dal verbale di revisione presentato a Legacoop, nel caso sarà il ministero a stabilire se procedere a una liquidazione».
Intanto cessa il servizio e i pazienti lasciano la struttura di via Tavolara. (gdm)
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