Dibattiti nelle scuole su foibe ed esodo
TEMPIO. Nelle scuole è stata celebrata la Giornata del Ricordo. Non in tutti gli istituti della città gli studenti hanno avuto però modo di informarsi e discuterne a fondo. In molti casi è stata...
TEMPIO. Nelle scuole è stata celebrata la Giornata del Ricordo. Non in tutti gli istituti della città gli studenti hanno avuto però modo di informarsi e discuterne a fondo. In molti casi è stata determinante la scelta dei singoli insegnanti, che, malgrado la mancanza di iniziative formali, hanno comunque deciso di occuparsene. Eppure il bisogno di parlarne e approfondire l’argomento è una necessità riconosciuta e affermata diffusamente. Ce lo conferma anche Simone Sechi, ex dirigente scolastico, autore di importanti saggi sulla materia, studioso di origine gallurese (è nato a Bortigiadas nel 1948) tra i maggiori esperti di storia contemporanea. «Su foibe ed esodo – dichiara – si fa ancora oggi gran confusione, perché sono in realtà due cose diverse solo in parte collegate. La confusione, con il carico di memorie non condivise, odi, revanscismi e distorsioni è anche frutto del modo con il quale la Repubblica, negli anni del mondo bipolare, ha gestito e rappresentato quei fatti, conseguenza prima di tutto della guerra fascista, ma spesso lasciati alla propaganda di destra in funzione anticomunista».
Quando si parla di esodo di italiani da Fiume, Dalmazia e Venezia Giulia bisogna allora prestare la necessaria cautela. «Sulla ricostruzione storica – aggiunge – ci si lavora da anni, ma c’è tanto da fare».
Molti episodi dimostrano che si tende, ad esempio, a confondere “ricordo” e “memoria” e la Giornata della Memoria del 27 gennaio con altre “memorie”. «È diffusa, fra le altre, la leggerezza nell'uso di parole pesanti, e capita di trovare su qualche giornale il termine genocidio per parlare del Giorno del Ricordo, ma questo è un termine che non c'entra niente, nemmeno con le foibe».
Che cosa fare, allora? «A scuola penso se ne debba parlare – osserva lo studioso –mettendo l'accento soprattutto sul problema delle memorie opposte: ciò vale per dire che le memorie e le verità si adattano alle parti in causa. Questo non per sostenere che sono false, ma che si articolano a seconda del punto di vista». (g.p.)
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