La Nuova Sardegna

Olbia

L’alleanza tra Olbia e Tempio non convince le minoranze

di Serena Lullia

Careddu, Pd: «Chi ha sempre portato avanti politiche di disamistade oggi finge unità per i voti» Ferinaio, M5stelle: «Alleanza solo sulla carta». Monni, Fi. «L’unico modo per rivendicare i nostri diritti»

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OLBIA. Una santa alleanza di carta. La pax gallurese lanciata dai pacificatori di Gallura, Settimo Nizzi e Andrea Biancareddu, non conquista il cuore del Pd e dei 5 stelle. Secondo le opposizioni consiliari è solo una manovra calcolata da due abili veterani della politica per spartirsi voti in vista delle prossime elezioni. Regionali e politiche. Una interpretazione respinta dalla maggioranza, che ribadisce invece il valore della santa alleanza per la Gallura, unico argine contro il cagliaricentrismo.

Carlo Careddu, capogruppo del Pd in Consiglio dà una lettura critica dell’inno alla fratellanza in salsa bianca-nizziana. «Dietro la retorica della pax gallurese si nasconde, e neanche troppo bene, il banale tentativo del centrodestra di riorganizzare le truppe in vista delle imminenti elezioni politiche e di quelle regionali – dichiara –. Per questo e per la scarsa credibilità di chi in passato ha semmai portato avanti politiche di disamistade territoriale, credo che l’accordo siglato, il cui contenuto vero non è dato conoscere, sia solo una bieca strategia elettoralistica a discapito dei veri problemi del territorio. D’altronde ho sentito dire al sindaco della mia città tutto e il contrario di tutto, tribunale compreso». Sul tribunale le posizioni di Nizzi e Careddu non sono mai state così distanti. Il primo cittadino ha chiarito che non farà nessuna battaglia per portare gli uffici giudiziari in città. «Sulla necessità di istituire il tribunale a Olbia, la mia posizione favorevole è stata netta, inequivocabile e non ho cambiato versione neppure in campagna elettorale come hanno fatto a Olbia gli avversari politici». Sposa la linea di Nizzi in toto il presidente della commissione Urbanistica, Bastianino Monni. «Creare un gruppo di lavoro unito rafforzerà la voce della Gallura a Cagliari – dice –. Unirsi è l’unica via per farci ascoltare, per rivendicare i nostri diritti. La Regione trascura da troppo tempo questo territorio, dobbiamo fare in fretta. Si avii subito il tavolo di confronto con i sindaci di tutti i comuni della vecchia provincia dando importanza a tutti, grandi e piccoli». E sul tribunale nessun ripensamento. «La nostra posizione è nota e non la abbiamo mai cambiata – conclude Monni –. Non abbiamo deciso noi di chiudere la sede staccata di Olbia e non saremo noi a decidere se deve esistere una sede unica del tribunale. Al momento pensarla in città mi sembra un’utopia. Se poi il Governo dovesse scegliere Olbia ne saremo felici. Ma non faremo le battaglie per far chiudere il tribunale di Tempio». Per il capogruppo del M5stelle Roberto Ferinaio l’unità annunciata dai sindaci è solo «una alleanza sulla carta. Spero che questa unione riguardi soprattutto gli aspetti socio-sanitari della Gallura. Giusto avere rapporti con i sindaci galluresi ma con finalità che siano oggettivamente utili al pubblico e con tutti, non solo con chi ha lo stesso colore politico». E sul tribunale. «Sosteniamo e abbiamo sempre sostenuto che debba essere a Olbia per ragioni oggettive, come la crescita demografica».

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