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Olbia

la chiusura della rsa «sole di gallura»

L’Agci: c’era un’offerta per salvare i lavoratori a rischio

L’Agci: c’era un’offerta per salvare i lavoratori a rischio

OLBIA. La Rsa Sole di Gallura e la comunità integrata di via Malpighi si potevano e dovevano salvare dal vuoto lasciato dal tracollo della coop La Fenice. Lo sostiene l’Agci Gallura che rivela - non...

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OLBIA. La Rsa Sole di Gallura e la comunità integrata di via Malpighi si potevano e dovevano salvare dal vuoto lasciato dal tracollo della coop La Fenice. Lo sostiene l’Agci Gallura che rivela - non senza perplessità e preoccupazione - anche un retroscena sinora sconosciuto: «Una importante azienda locale, leader del settore avrebbe anche espresso per iscritto la volontà di rilevare la comunità integrata di via Malpighi assorbendo, tutto o quasi, il personale in via di licenziamento. Una volontà rimasta senza risposta».

Dice il direttore dell’Agci, Filippo Sanna: «Il drammatico epilogo della vicenda della Rsa, gli annunciati licenziamenti dei soci lavoratori, la "deportazione" degli utenti verso altre sedi, lontano da Olbia e dalle famiglie di appartenenza, l'impossibilità per la pubblica amministrazione di intervenire nelle dinamiche delle imprese, gli apparentemente vani sforzi delle organizzazioni sindacali, ci inducono ad alcune amare riflessioni che, in quanto associazione rappresentativa del movimento cooperativo, con importante presenza nel settore socio assistenziale, non possiamo non condividere nel tentativo di individuare qualche spiraglio di luce o, almeno, evitare che in futuro si commettano altri errori. Non spetta a noi individuare i colpevoli, ma spetta a noi affermare con forza che il prezzo piu' caro di tutta questa triste vicenda lo stanno pagando i soci lavoratori e le famiglie degli utenti della struttura ormai chiusa. Vogliamo,credere alle parole della amministrazione comunale. Ma vogliamo, anche che la Asl e la Regione mettano nero su bianco precisi impegni riguardo la permanenza dei posti letto e dei livelli di assistenza per una città di 70mila abitanti». «In ultimo – aggiunge Sanna – facciamo appello al mondo cooperativo affinchè i soggetti piu'rappresentativi, capaci di buona e "sana" gestione, uniscano le forze per proporsi quali possibili soggetti gestori una volta individuate le adeguate strutture».

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