Allattamento naturale, lotta per un diritto
Mamme e papà riuniti sabato nel sit-in promosso da Feminas. L’impegno delle Pari opportunità
OLBIA. Non tutte le donne possono avere la fortuna di contare su una produzione lattea sufficiente, ma si registra un numero crescente di neomamme che rinuncia quasi subito, scoraggiate dall'ambiente circostante e impaurite dall'impegno immenso ed esclusivo che questa attività richiede. Su questo disagio, accresciuto e amplificato da episodi di intolleranza verso l’allattamento al seno, come il recente caso della madre di Biella, costretta ad allontanarsi dall'ufficio postale, ma qualche episodio del genere si inizia a registrare anche in Sardegna. Su questi temi l’associazione “Feminas” ha promosso sabato scorso un sit-in. Un gruppetto sparuto di madri e qualche coraggioso papà, con i loro piccoli, si sono incontrati nella piazzetta della Biblioteca, per un sit-in a favore dell’allattamento naturale.
#OVUNQUELODESIDERI si chiama l’iniziativa, portata avanti in sessantacinque centri italiani e a Olbia dal gruppo "Feminas". «Va detto che in un paese veramente civile – osserva Lidia Fancello, battagliera donna sardista e componente della Commissione Pari opportunità del Consiglio regionale – non si dovrebbe neanche discutere di un diritto tanto fondamentale quanto naturale, è evidente che nella nostra società, sempre più disumanizzata si rende necessario ricordare a tutti che l'allattamento è in primo luogo, un diritto fondamentale dell'umanità intera, dal momento in cui si affaccia alla vita».
Ma l’intolleranza è tanta (con buon ruolo della comunicazione e del web), benché, sè stato ricorato nel sit-in, «viviamo in una società dove anche la religione (di solito così severa verso altre forme di espressione umana) ha sempre esaltato il gesto dell'allattamento al seno». Naturalmente, osserva la Fancello, « come sempre, ci si scaglia verso i più deboli: una mamma col suo bambino». La Commissione Regionale per le Pari Opportunità, si è occupata in passato di questo problema «e ora – sottolinea Lidia Fancello – intende farlo da un osservatorio privilegiato stabilendo un costante contatto con queste associazioni, perché prima di ogni altra cosa, vengono i diritti di chi non si può difendere: i bambini».
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