Clea, confermati i licenziamenti si discute sui contratti a tempo
Nuovo incontro tra i sindacati e il gruppo Iervolino. L’azienda ribadisce un forte crollo dei fatturati Bussu, Filctem Cgil: chiediamo garanzie per 8 mesi, necessari per avere l’indennità di disoccupazione
OLBIA. La battaglia dei sindacati per salvare i dipendenti della Clea va avanti. Nella riunione di ieri, nella sede della Confindustria, si è cominciato a parlare dei contratti a tempo determinato. Il gruppo Iervolino conferma il licenziamento per i 139 dipendenti della lavanderia industriale, ma apre ai contratti stagionali. Alla riunione il proprietario della Clea, Gianni Iervolino, non ha partecipato. Al suo posto c’era il consulente dell’azienda. È stato lui a spiegare che la Clea ha subìto un forte crollo del fatturato negli ultimi mesi. «Ho chiesto che certe affermazioni vengano avvalorate da numeri e da un confronto gli anni passati – spiega il segretario della Filctem-Cgil Marino Bussu, al fianco dei 139 lavoratori –. Non intendiamo firmare alcun piano di licenziamento se prima non vedremo una analisi dettagliata sullo stato di salute dell’azienda. Attendiamo anche di sapere se esiste un progetto per il futuro, una volta che l’attuale fase di difficoltà sarà superata. Abbiamo chiesto però che non si aspetti la prossima settimana per presentarci questi dati. Abbiamo bisogno di alcuni giorni per studiarli. Di certo, e l’ho ribadito anche durante la riunione, non firmeremo alcun licenziamento. Prima vogliamo garanzie per i lavoratori».
C’è già la convocazione di un nuovo faccia a faccia per la prossima settimana. Sempre nella sede della Confindutria, «Il consulente della Clea si è impegnato a discutere la nostra proposta, che è molto semplice – aggiunge Bussu –: Chiediamo che tutti i lavoratori che perderanno il posto vengano riassunti con contratti a tempo determinato. Almeno per otto mesi».
La Clea valuta l’idea dei contratti a tempo. Durante la stagione estiva il lavoro è garantito dalle commesse che arrivano dal settore alberghiero. La vera battaglia si gioca sul numero delle riassunzioni e sui mesi di contratto. Non una cosa da poco. Le regole per usufruire della Naspi, l’indennità di disoccupazione, sono molto severe rispetto al passato. Prima bastava lavorare qualche mese per avere diritto all’assegno. Oggi il contributo viene calcolato sulla base delle settimane di occupazione. Se una persona lavora 14 settimane avrà diritto solo a 7 settimane di Naspi. Se lavora per otto mesi avrà diritto a 4 mesi. Ed ecco perché la Filctem Cgil, sostenuta dalla Femca Cisl chiede contratti da otto mesi per i lavoratori che saranno licenziati. Permetterebbero ai dipendenti di coprire il resto dell’anno senza salario con l’assegno di disoccupazione. Un aiuto sicuro per le tante madri di famiglia il cui stipendio è l’unico reddito di casa. Ma la preoccupazione dei sindacati è anche per i tanti lavoratori stagionali. Un centinaio in tutto per cui lo stipendio della Clea è fondamentale per vivere.
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