Aeroporto, lavori frenati da Bruxelles
L’allungamento della pista aspetta il via libera della Commissione europea che deve valutare l’assenza di aiuti di stato
OLBIA. I giganti del cielo bloccati a Bruxelles. La burocrazia europea continua a tenere in ostaggio l'aeroporto di Olbia e paralizza i lavori per l'allungamento della pista del Costa Smeralda. Il progetto, previsto in due stralci funzionali, ha visto completare lo spostamento della Statale 125.
Per l'allungamento della pista, invece, si resta bloccati sul parere che deve rilasciare la Commissione europea in merito ai 17 milioni di euro di finanziamento concessi dalla Regione. «Siamo in una fase di attesa, che speriamo duri il più breve tempo possibile dal momento che parliamo di una infrastruttura fondamentale per lo sviluppo dell'aeroporto e del territorio - spiega Silvio Pippobello, amministratore delegato della Geasar -. Il finanziamento è già stato approvato dalla Regione sulla base della convenzione stipulata nel 2011 ed ora attendiamo la Commissione europea». Si tratta di una procedura complessa che, come sa bene la Regione per averla affrontata sulle materie dei finanziamenti agli aeroporti e sulla continuità territoriale, può avere tempi piuttosto lunghi.
Aiuti di stato. La Regione aveva infatti notificato agli uffici di Bruxelles la comunicazione del finanziamento da erogare alla Geasar per coprire una parte dei lavori per l'allungamento della pista dell'aeroporto Costa Smeralda. La Commissione europea deve valutare se non si incorra in una violazione delle leggi sulla concorrenza e questo non possa configurare un "aiuto di Stato", considerato in tal senso come illegittimo. Il rischio di incorrere in una procedura di infrazione dell'Unione europea sta frenando l'iter per la realizzazione dell'opera, che si prevede possa essere finanziata per il 70% con fondi pubblici e per il restante 30% con risorse private della stessa Geasar.
Stagionalità. A giustificare l'intervento pubblico nell'allungamento della pista dell'aeroporto di Olbia non ci sono tuttavia mere tutele anticoncorrenziali, ma reali esigenze contingenti. L'aeroporto Costa Smeralda soffre infatti di condizioni oggettive di svantaggio rispetto ad altri scali: una prima deriva dall'insularità e dalla condizione della Sardegna di regione "remota"; la seconda è determinata dalla forte stagionalità dello scalo olbiese. Olbia è uno degli aeroporti più "stagionali" d'Europa, il primo in Italia e questo costituisce una situazione critica, dal momento che gli investimenti infrastrutturali e il dimensionamento di uno scalo aeroportuale si determinano sulla base del picco massimo stagionale di passeggeri. Olbia registra nei mesi centrali dell'estate (tra luglio e agosto) picchi di passeggeri tra i più alti d'Europa, sui quali deve tarare gli investimenti aeroportuali. Ma il costo di tali infrastrutture a livello economico va comparato su una media ponderata di passeggeri nell'intero arco dell'anno. La curva dei ricavi non copre quindi la sostenibilità finanziaria di questi investimenti. Su questi presupposti si basa l'intervento pro quota del 70% della Regione per un'opera strategica come l'allungamento della pista.
Giganti dei cieli. Tecnicamente i lavori di ristrutturazione e allungamento dell'unica pista del Costa Smeralda porterebbero lo scalo di Olbia al passaggio dalla categoria D a quella E, consentendo l'atterraggio di aeromobili di dimensioni più grandi. Potrebbero atterrare normalmente, per fare un esempio, i Boeing 747 e 767, come tutti gli aerei con apertura alare oltre i 52 metri ed entro i 65 metri di lunghezza: aeromobili che oggi possono atterrare a Olbia solo con procedure particolari e in numero limitato, date le dimensioni e lo stato della pista.
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