Cartelli in limba imbrattati a Olbia, "colpiti solo quelli in sardo e non in gallurese"
La denuncia di Davide Bacciu, ex assessore comunale di area sardista. I commenti: "Gente trasformata in plebe da curva"
OLBIA. Nella Giornata internazionale della lingua madre, da Olbia arriva una clamorosa denuncia, con tanto di fotografie a corredo, su un'offesa arrecata al sardo.
"Hanno sistematicamente vandalizzato quasi tutta la cartellonistica dei toponimi storici in sardo (solo quella in sardo e non quella in gallurese!!!) della nostra zona costiera di Olbia" scrive su Facebook Davide Bacciu, ex assessore comunale, di area sardista, che aveva avviato quel progetto.
"Auspico che l'attuale amministrazione comunale - continua Bacciu - condanni fermamente questi atti e dopo aver presentato puntuale denuncia alle autorità competenti, si attivi per sostituire e ripristinare quanto prima".
Bacciu mette in forte evidenza che a essere stati cancellati sono soli i cartelli in lingua logudorese e non quelli in lingua gallurese (Olbia, come si sa, è bilingue: i terranovesi, parlano entrambe le lingue; gli altri galluresi, il gallurese; gli altri sardi, il sardo nelle sue tante varianti).
Un'annotazione "politica" che, nei commenti, non lascia indifferente l'ex sindacalista di Meridiana Marco Bardini: "Essendo io un gallurese d'adozione, ma logudorese di nascita (e lingua), la cosa mi disturba non poco. Non foss'altro per il fatto la Gallura, e Olbia in particolar modo, è biligue. Stanno trasformando la gente in plebe da curva...". (g.pi.)
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