Olbia, abbigliamento con false etichette: nuovi sequestri
L'operazione, partita in Gallura a novembre, si è estesa in tutta Italia. Al lavoro gli uomini della guardia di finanza
OLBIA. Gli uomini della guardia di finanza di Olbia, il 21 febbraio, hanno concluso un’articolata operazione nel settore della tutela del Made in Italy e delle frodi ai consumatori sequestrando, presso decine di aziende ubicate in tutto il territorio nazionale, migliaia di capi d’abbigliamento con false etichette relative alla
composizione ed all’origine dei prodotti.
L’operazione era partita dagli accertamenti condotti sui prodotti tessili sequestrati nel corso degli interventi dello scorso novembre in numerose attività commerciali galluresi. gestite da cittadini di origine extracomunitaria.
In particolare, grazie alle analisi effettuate da personale del Laboratorio BuzziLab di Prato, i capi di abbigliamento posti in vendita in numerosi negozi della Sardegna nord-orientale, sono risultati confezionati con filati diversi e non di pregio rispetto a quelli indicati in etichettatura.
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I finanzieri, coordinati dal procuratore della Repubblica di Tempio Domenico Fiordalisi, trovandosi davanti ad una rilevante frode in commercio, hanno pertanto ricostruito, grazie all’analisi dei documenti contabili, le filiere di approvvigionamento dei capi illeciti, individuando 36 attività commerciali operanti nel settore dell’import-export di capi d’abbigliamento ubicate nel territorio di Sassari, Cagliari, Roma, Napoli, Padova e Prato.
All’operazione, denominata Teseo, hanno partecipato oltre 200 militari del Corpo che hanno proceduto alla perquisizione delle aziende importatrici, procedendo al sequestro di oltre 36.000 capi di abbigliamento recanti false indicazioni e, in alcuni casi, anche di merce recante marchi di fabbrica contraffatti.
Complessivamente, l’operazione, iniziata nel novembre scorso e che interessò solo il territorio della Gallura, ha consentito, ad oggi, di denunciare 54 responsabili per il reato di frode in commercio e di sequestrare 50.000 capi d’abbigliamento, numerose etichette e alcuni macchinari industriali utilizzati per la frode.
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