Consorzio in crisi, via 3 membri del cda
Oggi si riunisce il consiglio per sostituire i dimissionari. Tra i ribelli anche Leonardo Donà dalle Rose, figlio del conte Luigi
PORTO ROTONDO. È ancora bufera al Consorzio di Porto Rotondo. Dopo la battaglia di Natale con la mozione di sfiducia presentata (e bocciata) in assemblea nei confronti del presidente Gianluca De Fazio, adesso è il consiglio d’amministrazione a perdere pezzi per strada. Nei giorni scorsi ben tre membri del cda (in tutto sono 12) si sono dimessi sbattendo la porta. Nel senso che hanno accompagnato le loro dimissioni con lettere durissime. Tra i consiglieri dimissionari c’è un nome pesante, è quello di Leonardo Donà dalle Rose, il figlio del conte Luigi, fondatore di Porto Rotondo. Le accuse dei tre? Si potrebbero riassumere così: «gestione personalizzata della cosa consortile». A questo punto, che ci sia un problema serio nella governance del lussuoso borgo delle vacanze è più che evidente.
Con Donà dalle Rose si sono dimessi anche l’avvocato Corrado Fara e Luisa Polo, commerciante, la più votata alle ultime elezioni consortili. In precedenza, avevano lasciato il cda anche altri due membri (Franco Giacomazzi e Chelita Riojas), già surrogati nell’organismo. Convocato già per oggi il consiglio d’amministrazione che dovrà procedere alla surroga dei dimissionari. Il clima, però, non è sereno: tira aria di fronda e la “battaglia di Natale” sembra aver lasciato ruggini. Il presidente De Fazio va avanti a testa bassa e sfida i ribelli: «Come da nuovo statuto – al Consiglio proporrò di sostituire i dimissionari con la cooptazione dei primi non eletti. Sono Mario Corrias, l’avvocato Federico Diletti e l’architetto Alessandro Marzi».
Impresa a dir poco difficile se è vero che Corrias, Diletti e Marzi sono tra gli oppositori storici della maggioranza. Ed è proprio Mario Corrias, puntualissimo direttore di Controcampo (la rivista-blog on line che racconta gioie e dolori di Porto Rotondo) a tastare il polso della situazione. «Nelle loro lettere – scrive Corrias – i consiglieri dimissionari rimarcano il senso di profondo disagio, peraltro già manifestato in diverse occasioni,particolarmente nel corso dell'anno passato, a operare in un consiglio d’amministrazione poco coeso, che porta avanti la gestione con il consenso di pochi». Sempre Mario Corrias nel suo Controcampo rivela nuovi scenari possibili, cioè che «a queste dimissioni possano, in questi giorni, aggiungersene delle altre. Insomma , il problema non è di facile soluzione e possiamo solo augurarci che il consiglio d’amministrazione riesca a trovarne una senza scivolare in una politica "di basso livello" o negli interessi personali».
@marcobittau
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