La Nuova Sardegna

Olbia

Carnevale, colori e satira invadono il centro storico

di Angelo Mavuli
Carnevale, colori e satira invadono il centro storico

Dopo la sfilata di giovedì grasso, ieri i protagonisti sono stati gli artisti di strada Tanti e discordanti i commenti in città sui nove carri allegorici a concorso

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TEMPIO. Nel carnevale tempiese, dopo la prima sfilata di giovedì grasso cui hanno partecipato nove carri allegorici ed una decina di gruppi estemporanei, ieri hanno fatto irruzione nel centro storico gli artisti di strada la cui denominazione non deve trarre in inganno o far pensare a “gente che tira a campare”. Si tratta, invece, di artisti famosi che girano l’Europa, divertendosi e facendo divertire. Da ammirare nella loro semplicità di proporsi ma anche nella loro immensa bravura. Per diversi di loro si tratta di un gradito ritorno in città.

Artisti di strada. Ecco i loro nomi: Nico Fontaine, Circovagando con Cristian Delogu in Magie circensi, Shedan fire theatre con Sheila Suozzi e Daniele Migheli in “Orbs”, Tricirco con Fulivio Ruiu, Toni Zafra, Urdulù tetaro di Maurizio Giordo in “ La discesa dei Giullari” ed infine Gionata Frei in “ Spiralights & Lghtsho”. Dislocati in diversi punti della città, Piazza Gallura, Corso Matteotti, Via Roma superiore, Piazza Italia, I Portici, Piazza De Gasperi e Via Asilo, ognuno di loro ha dato spazio al proprio estro, attirando in ogni postazione, decine di spettatori.

Commenti. All’indomani della prima sfilata intanto si intrecciano in città i commenti sui carri allegorici che, come è nella logica della critica carnevalesca tempiese dicono tutto ed il contrario di tutto. «Carri bellissimi, i più belli della Sardegna ed irraggiungibili in tutto», secondo i commentatori “filogovernativi”. «Figli dei tempi finanziariamente difficili», secondo altri, per i quali, i carri, ad eccezione di qualcuno, risultano artisticamente non all’altezza del carnevale tempiese. Soprattutto però, «incapaci o impediti di irridere e mettere alla berlina, come una volta, il potere costituito, per paura di offenderlo». Un carnevale strozzato dalla censura insomma, dicono i più delusi, che vieta, lo sberleffo al potere costituito, evidentemente insofferente alla critiche vere o presunte.

Divertimento collettivo. Quel che rimane però alla fine, è il divertimento stratosferico dei figuranti grandi e piccoli e lo stupore fanciullesco del pubblico che per qualche ora, dimentico dei tempi grami, si diverte al passaggio delle maschere.

Satira. Con un dieci e lode per tutti, carri a concorso e fuori concorso comunque sicuramente da citare, per la satira, un minuscolo carro estemporaneo, forse sfuggito anche all’elenco ufficiale della sfilata, che rappresentava una sorta di piccolo Igloo con le insegne del Paolo Dettori. A significare “L’era glaciale” dell’ospedale tempiese, con all’interno temperature rigidissime, «dopo che una fulgida mente – scrive il gruppo – ha deciso di smontare, a dicembre, tutte le doppie finestre del nosocomio tempiese».

I Vampiri. Fra i gruppi estemporanei molto ammirato per la grazia dei figuranti e per i loro splendidi costumi il gruppo dei Vampiri. Sino all’anno scorso carro a concorso che quest’anno si è ritirato dalla tenzone preferendo presentarsi come semplice gruppo estemporaneo con il nome di “Poari alzati”. Una nobiltà decaduta cioè, che si tenta inutilmente di rinverdire. Oggi si prosegue con gli artisti di strada.

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