La Nuova Sardegna

Olbia

Olbia, trionfale parata di Martedì grasso all’insegna dei Pirati di Mogadiscio

di Dario Budroni
Il carro vincitore del Carrasegare olbiesu 2017
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Il carro vincitore del Carrasegare olbiesu 2017

Carrasegare Olbiesu 2017, migliaia di persone alla sfilata che dopo aver attraversato le vie del centro si è chiusa con la festa danzante di piazza Crispi

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OLBIA. I vincitori arrivano dalla sponda sud del golfo. Esattamente da Mogadiscio, da quella bistrattata spiaggia dove tanti olbiesi, ormai parecchi anni, ci facevano addirittura il bagno. Indossano bandane, uncini e giacchette rosse e navigano a bordo di un enorme galeone giallo con i cannoni laterali. I vincitori de «Su carrasegare olbiesu» sono loro: i «Pirati di Mogadiscio». Hanno sbaragliato la concorrenza puntando tutto su un carro curato nei dettagli e su coreografie coordinate e spettacolari. Si tratta del carro realizzato dal gruppo delle Chiacchiere, lo scorso anno arrivato secondo. Quello dei «Pirati di Mogadiscio» è stato quindi il lavoro più apprezzato delle due sfilate. Anche quella di ieri, dopo il grande successo di domenica, è stata seguita da migliaia di persone. La grande sfilata, dopo aver attraversato le vie principali del centro, si è conclusa come sempre in piazza Crispi, dove a far danzare le maschere sono stati un dj e i ballerini di latinoamericano. È stato l'ultimissimo atto de «Su carrasegare olbiesu», organizzato dall'infaticabile associazione Amici del Carnevale con il patrocinio del Comune e il supporto di numerosi sponsor privati.

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La classifica dei carri. Al primo posto, dunque, c'è il carro dei «Pirati di Mogadiscio»: un galeone con pirati di cartapesta, bandiere col teschio e un'isola del tesoro che si chiama Isola di Mezzo. Dietro la poppa un centinaio di pirati, sia maschi che femmine, tutti molto abili nel seguire la musica a passo di danza. La medaglia d'argento va invece al carro «Adios al matador» del gruppo Sa Frisjola, lo scorso anno primo: un carro davvero ben fatto e ricco di richiami spagnoleggianti, come teste di toro e ballerini di flamenco. Al terzo posto «La marcia dei Baila pinguini» del gruppo Baila. Al quarto posto tutti gli altri, senza differenze: «Popeye e il viaggio di Ginevra» di Euphoria, «Clash royale» di Zoosp, «ZB conquista Marte» degli amici di Zona Bandinu, «Alla ricerca dei Pokemon perduti» del parco giochi Isola Bianca, «Sexy police» degli Eterni secondi e «Pinocchio e Mangiafuoco» di Quelli dell'ultima ora. A valutare i carri una giuria composta da Luisa Cardinale, insegnante decoratore, Sabrina Serra, assessore comunale alla Cultura, Franco Puddori e Maria Grazia Lo Muto, insegnanti dell'artistico, e Marianna Deiana, dell'associazione Deamater.

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La folla danzante. Appresso a ogni carro hanno sfilato legioni di figuranti che si sono dimenate sulle note sparate da consolle e amplificatori. Tutti hanno indossato costumi a tema in piena sintonia con il carrozzone di cui facevano parte. Le musiche e le canzoni scelte per far ballare la folla sono state pescate da un vasto campionario: dal classico «Faccia di trudda» a «Voglio vederti danzare» in versione remix, dal «Passu torrau» fino a Shakira passando per gli intramontabili 883. I figuranti, molto coordinati tra loro, hanno dato vita a coreografie degne dei migliori carnevali.

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Le maschere in parata. Carri e figuranti a parte, sono tantissime le persone che hanno sfilato con indosso maschere fai-da-te. Resistono soldati, cowboy, uomini vestiti da donne, maschere veneziane, principesse e supereroi. Non sono mancati i piccoli gruppetti a piedi che hanno dato sfogo alla loro creatività. E così sono nati i «fenicotteri molesti», le capitali del mondo, la banda alcolica dei Tavernelli, i biscotti all'olio di palma e gli antichi egizi, con una piccola piramide mobile che al posto del sarcofago del faraone conservava un bidone pieno di vino. Hanno sfilato anche l'associazione Vespe Olbia, con i supereroi americani a bordo degli scooter, e pure i personaggi dei cartoni animati della Ies eventi. 

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