Grande successo di Su Maimone
Riscoperta con entusiasmo un’antica tradizione carnevalesca
Si è riproposto anche quest’anno a Torpè il rito di “Su maimone”. Una riscoperta delle tradizioni carnevalesche proposta dall’associazione “Sa Dea” con il patrocinio dell’amministrazione comunale seguita da centinaia di persone ad accompagnare colui che, secondo la tradizione, è stato la causa principale dei mali della comunità. Portato al rogo dopo avergli dato l’illusione di trascorrere una lunga vita senza affanni. Una processione al canto di: “Po sanare a custu marturellu, privu de intendimentu e de favella, bi chere zicculatte e caramella, binu nieddu, vernaccia e muscadellu” per le vie del paese chiedendo un offerta a tutte le famiglie. Salsiccia, dolci e vino che viene versato in una damigiana tramite un grosso imbuto che anticamente veniva posto come bocca del fantoccio accompagnato da “Sos cavalieris”, i giovani più belli del paese vestiti con abiti bianchi in stile arabesco, fasce colorate e tantissime campanelle.
A seguire il corteo, c’era tutto il paese sino all’epilogo con il rogo che ha arso “Su Maimone”, canti e balli fino a tarda notte. Una tradizione che persa negli anni 40 del secolo scorso, è stata riportata in auge sei anni fa dall’associazione culturale “Sa Dea”, con una ricerca storica sulle tradizioni paesane.
A sfilare in piazza c’erano anche le tante maschere tipiche del carnevale di un tempo di Torpè. Oltre a Sos cavalieris, la scorta di Su Maimone, cera anche Sa maschera pudidinas, ovvero uomini vestiti da donna e donne con abiti maschili. (s.s.)
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