8 marzo di protesta “Prospettiva donna” aderisce allo sciopero
Il centro antiviolenza non organizzerà nessun evento Desole: chiediamo il pieno riconoscimento del servizio
OLBIA. Niente convegni, dibattiti, spettacoli. Quest’anno sarà un Otto donna diverso. Di protesta. L’associazione Prospettiva donna non organizzerà nessun evento. «Aderiremo allo sciopero indetto dal movimento nazionale “Non una di meno”», spiegano la presidente di Prospettiva donna, Patrizia Desole e il direttivo dell’associazione, che ieri hanno aperto le porte del nuova sede del centro antiviolenza, in via delle Salicornie, nel quartiere Baratta. In occasione dell’8 marzo, quaranta paesi nel mondo compresa l’Italia, manifesteranno con uno sciopero contro la violenza maschile, con cortei, assemblee e iniziative di ogni genere. Lo farà anche Prospettiva donna (che fa parte della rete nazionale Di.re, Donne in rete contro la violenza).
«Scioperiamo perché i centri antiviolenza abbiano pieno riconoscimento, perché diventino, non solo luoghi di lavoro, ma spazi autonomi di elaborazione politica femminista attivi sul territorio volti a costruire percorsi di libertà per le donne e affinché vengano parificati a tutti i servizi presenti sul territorio nazionale», rimarca Patrizia Desole.
Il centro antiviolenza di Olbia sciopererà insieme a quello di Oristano partecipando con alcune delegazioni alle manifestazioni in programma a Cagliari e a Nuoro. «Saremo presenti anche nella nostra sede e nelle altre iniziative che si svolgeranno in città spiegando con un volantinaggio le ragioni dello sciopero», aggiunge Desole. Un documento riassume le ragioni della protesta, oggetto anche dei tavoli tematici affrontati lo scorso 25 novembre a Roma in occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne, a cui era presente anche il centro antiviolenza di Olbia.
«Lottiamo perché la Convenzione di Istanbul viene regolarmente disattesa, perché le istituzioni non mettono in discussione i fondamenti che determinano la violenza di genere, che sono culturali. Lottiamo perché la legge 194 non sia oggetto di obiezione, perché venga rispettato il diritto alla salute sessuale e riproduttiva. Perché si contrasti davvero la violenza di genere con percorsi articolati di uscita dalla violenza che garantiscano il reinserimento delle donne nel tessuto sociale. Perché la stampa adotti una narrazione differente della violenza affinché non venga banalizzata o descritta secondo stereotipi che invece la rafforzano. E ancora lottiamo perché prevalga un’educazione alla differenza».
L’associazione antiviolenza olbiese invita tutte le donne ad aderire allo sciopero, l’8 marzo, vestendosi di nero con una fascia o un accessorio fucsia, cioè i colori scelti per rappresentare la protesta e divulgando i volantini con i motivi dello sciopero (blog Non una di meno). (t.s.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
