Clinica sotto sequestro, nuove accuse
Il Comune ordina la chiusura delle 11 stanze d’albergo del centro. Nell’ambulatorio effettuati 300 interventi in un anno
OLBIA. La procura della Repubblica ha chiesto al gip del tribunale di Tempio la convalida del provvedimento di sequestro preventivo della struttura sanitaria e delle undici camera del “Dream center”, l’albergo per convegnisti nella zona industriale di Olbia. L’intera struttura alberghiera e le sale chirurgiche sono state chiuse, ieri, su ordinanza emessa dal Comune di Olbia.
In attesa delle decisioni del gip, trapelano, nel frattempo, ulteriori particolari sull’inchiesta condotta dal capo della Procura di Tempio Domenico Fiordalisi e dal sostituto procuratore Ginevra Grilletti. L’utilizzo del Fentanest, un farmaco anestetico utilizzabile esclusivamente nelle strutture ospedaliere, sarebbe stata la chiave che ha permesso ai carabinieri del Nas di Sassari, agli ispettori della Asl di Obia e ai militari della guardia di finanza olbiese al comando del maggiore Marco Salvagno di approfondire quanto avveniva nella struttura sanitaria, un ambulatorio medico nel quale, stando alle autorizzazioni, era possibile effettuare soltanto trattamenti di medicina estetica. Negli ambulatori sanitari “Michelangelo chirurgia plastica srl ” del Delta Center, dove solo lo scorso anno sono state effettuate oltre trecento operazioni, con un incasso valutato dagli uomini della guardia di Finanza in circa 750 mila euro, molti dei quali sarebbero stati incassati senza regolari ricevute, in nero – su questo aspetto sarebbe in corso una verifica da parte della guardia di finanza e dell’Agenzia delle entrate sulle denuncie dei redditi presentate da quattro dei cinque indagati – si potevano eseguire, stando alla autorizzazione sanitaria rilasciata dalla Regione, soltanto interventi estetici su «macchie viso, nei, tatuaggi, capillari, couperose mesoepidermica, mesoterapia, trattamenti vari anticellulite, filer botulino biorivitalizzazione, trattamenti con acido ialuronico. Uniche attività per le quali l’ambulatorio aveva ottenuto l’autorizzazione sanitaria dalla regione autonoma della Sardegna», hanno scritto i magistrati inquirenti nel motivare il sequestro preventivo d’urgenza eseguito ieri l’altro, che ha sigillato le sale operatorie e le 11 stanze del “Dream center” utilizzate come ospedale. L’intera struttura alberghiera, destinata ad ospitare esclusivamente i partecipanti alle varie convention che si tenevano nella sala convegni, ieri è stata chiusa con una ordinanza del Comune. La stessa ordinanza che ha imposto la chiusura delle sale chirurgiche dell’ambulatorio medico finito nel mirino degli investigatori dopo la denuncia di quattro pazienti. Tutte donne che, sottoposte a trattamenti estetici nella struttura, avevano riportato serie complicanze post chirurgiche. Gli indagati, Renato Cappelletti, anestesista di Napoli, il chirurgo plastico Raffaele Ceccarino, di Pozzuoli, e i responsabili sanitari degli ambulatori “Michelangelo”, Michele Tomaso Mossa di Olbia e Antonello Mossa di Arzachena attendono d’essere convocati dal magistrato inquirente per chiarire la loro posizione in relazione alle accuse di violazione del testo unico delle leggi sanitarie. Contestazione, in concorso, che viene respinta dal proprietario del “Delta center”, Felice Gavino Murrighile, il quale ritiene d’essere rimasto invischiato in una vicenda processuale i cui «reali risvolti sono ancora tutti da chiarire, non avendo io alcun ruolo nelle attività che si effettuano nel mio immobile».
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