Niente terapia del dolore gravi disagi per i pazienti
Servizio chiuso a fine 2016, l’unica possibilità è andare al Businco di Cagliari Eppure ogni anno si registravano incrementi nelle prestazioni pari al 300%
TEMPIO. Disagi e dolori infiniti per migliaia di pazienti. Una signora tempiese di 81 anni, con gravi problemi d’alzheimer, sottoposta qualche anno fa, a Tempio, a un intervento chirurgico per l’impianto di uno stimolatore del midollo spinale (che sino a qualche mese fa le consentiva di alzarsi dal letto e muoversi, nella sua casa, in autonomia), sarà costretta, nella settimana entrante, ad affrontare un lungo viaggio a Cagliari per recarsi al Servizio di Terapia del Dolore dell’ospedale Businco. E’ lì che dovrà far controllare l’apparecchio che non sta più funzionando a dovere ed eventualmente dovrà subire un nuovo reimpianto con ovvio ricovero a Cagliari.
Smantellamento. Tutto questo accade a causa dello smantellamento del Servizio di Terapia del Dolore di Tempio, deciso verso la fine del 2016 dall’Asl di Olbia che, parlando di direttive regionali improntate al risparmio, non avrebbe fornito alla dottoressa Nella Manconi (responsabile del servizio e collocatasi immediatamente in pensione), gli stimolatori midollari e il materiale per le radiofrequenze con cui si riuscivano a distruggere le cellule causa del dolore.
Politica assente. La chiusura del reparto, definito da Edoardo Tocco, durante una sua visita all’ospedale tempiese, “fiore all’occhiello della sanità sarda”, è avvenuta in modo silente “nell’indifferenza della politica cittadina per la quale, evidentemente, fa più chiasso lo smantellamento delle doppie finestre che le urla di dolore di centinaia di malati”, costretti adesso a vagabondare per la Sardegna alla ricerca di un rimedio al loro dolore.
Situazione inaccettabile. L’imminente doloroso viaggio a Cagliari della signora di 81 anno, è solo la punta dell’iceberg di una situazione inaccettabileper centinaia di altri pazienti che nel Servizio di Tempio trovavano allevio ai dolori e che ora devono sottoporsi a lunghi viaggi e ad ardue ricerche.
Nella Manconi. Il Servizio della Terapia del Dolore di Tempio ( che qualcuno ora vorrebbe riaprire ad Olbia), era nato, con regolare certificazione della Regione Sardegna nel 1984, grazie alla caparbietà dell’anestesista tempiese Nella Manconi, ufficialmente in pensione per raggiunti limiti di età. Nel breve volgere di pochi mesi, il Servizio si impose all’attenzione di pazienti e medici in tutta la Sardegna. Diventando, in brevissimo tempo, assieme al Servizio della Terapia del Dolore del Businco di Cagliari, diretto dal professor Mameli, il secondo punto di riferimento sanitario dell’Isola nella lotta al dolore.
Migliaia di Interventi. Solo dal 1984 al 31 dicembre del 2012, nel Servizio della Terapia del Dolore di Tempio sono state eseguite 135.162 prestazioni. Con un incremento annuale, da quel momento, anno dopo anno, del trecento per cento. Cifre significative che ora, vorrebbe far sparire dagli annali.
Testimoni muti. Ma nonostante i numeri parlino a favore, restano testimoni muti. Migliaia di pazienti ora si trovano senza assistenza e, nello stesso tempo, il buon lavoro fatto non viene considerato. Non solo. Come qualcuno, sindacalisti compresi, ha detto più volte, il servizio è stato chiuso anche per ’indifferenza politica di chi doveva e poteva intervenire e non lo ha fatto.
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