La Nuova Sardegna

Olbia

Due fori sull’auto del prete, è un giallo

di Angelo Mavuli
Due fori sull’auto del prete, è un giallo

Danneggiata la macchina di don Antonio Tamponi. Le ipotesi: la punta di un piccone o colpi di fucile. Riserbo assoluto

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TEMPIO. Vandalismo o avvertimento? Gli uomini del commissariato di Tempio e i colleghi della scientifica di Sassari, stanno cercando di fare luce su un misterioso episodio che si è verificato nella notte fra giovedì 2 e venerdì 3 marzo, quando ignoti hanno preso di mira la Fiat 500 di don Antonio Tamponi, parroco della Cattedrale di San Pietro, praticando, con un oggetto al momento ignoto, due fori. Qualcuno che ha visto il danno, ipotizza la punta di un picco se non addirittura due diversi colpi di fucile caricato a palla.

La notizia del gesto, immediatamente ha cominciato a fare il giro della città, ingigantita e raccontata in mille modi. Nella giornata di venerdì, il prete, stanco forse dei commenti più o meno veritieri, con un suo post ha voluto raccontare l’accaduto. Con alcune sottolineature significative che criticavano, ad esempio, la carenza della videosorveglianza ma sempre senza azzardare ipotesi.

«Io - scriveva don Antonio Tamponi nel suo post -, ho taciuto per motivi di decoro e inutili sollevazioni sensazionali. Poi è inutile, in venerdì di quaresima, prendersi la scena». Il prete, nel suo post, evidenziava a questo punto l’assenza di videosorveglianza, «la cui mancanza - scriveva -, tanto male ha cagionato alla nostra città anche in circostanze ben più gravi».

L’episodio che a questo punto poteva essere archiviato come il solito atto di vandalismo, si è colorato nel primo pomeriggio di ieri di una nuova luce inquietante, accesa dallo strettissimo riserbo degli inquirenti, (che pare abbiano portato l’auto a Olbia per più specifici controlli) e dall’altrettanto riserbo del sacerdote che si limita solo a dire di non poter più commentare oltre quanto accadutogli. Pare infatti, (mai il condizionale è d’obbligo) che gli investigatori abbiano rivolto la loro attenzione su una “zona grigia” che più volte ha portato la città alla ribalta della cronaca nera anche nazionale. Il riferimento è all’usura mai debellata. Don Antonio Tamponi, infatti, è parte integrante della Fondazione Anti Usura Santi Simplicio e Antonio che da anni opera con interventi importanti e reali in tutto il nord Sardegna, strappando dalla mani degli usurai centinaia di cittadini comuni, industriali, artigiani e commercianti di tutti i settori.

E a don Antonio Tamponi pare si debba, nell’estate passata, anche la riuscita, in questo specifico settore, di due importanti operazioni rimaste nel segreto della Fondazione ma evidentemente molto fastidiose per qualcuno.

Un’altra operazione che potrebbe aver dato fastidio è la recente inaugurazione del “Centro Antiviolenza e di Ascolto per i minorii” nella restaurata Casa del Fanciullo. Un centro a disposizione anche del tribunale per gli ascolti protetti. Nei prossimi giorni se ne potrebbe sapere qualcosa di più.

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