La Assl: la terapia del dolore si fa
La versione dell’azienda socio sanitaria: «L’attività non è stata mai interrotta»
TEMPIO. In città, il depotenziamento ( come qualcuno politicamente lo definisce), o la chiusura ( come invece lo chiamano i pazienti), non più assistiti e costretti ormai a recarsi altrove per alleviare i dolori, continua a tenere banco. A intervenire per prima, ieri, è stata l’Assl di Olbia che fornisce la sua spiegazione. «Nell’Area Socio Sanitaria locale della Gallura sono operativi tre ambulatori di Terapia del Dolore, La Maddalena, Olbia e Tempio, che non hanno mai interrotto la loro attività, nonostante il pensionamento a Tempio della responsabile Nella Manconi. È’ necessario anche precisare - si legge in un comunicato ., che la legge sulla riorganizzazione della Rete per la Terapia del Dolore, ha previsto l’istituzione di un unico Hub regionale di III livello all’Ospedale Businco di Cagliari. Collegato ad una rete territoriale diffusa che prevede un primo livello di assistenza in capo ai medici di medicina generale e un secondo livello di assistenza presso gli Ambulatori di Terapia del Dolore (gestiti da anestesisti). A Cagliari, (dove infatti dovrà ricoverarsi la signora tempiese che prima veniva curata a Tempio ed è questo trasferimento di competenze che lei e i suoi familiari contestono, ndc), è presente un’equipe dedicata in grado di garantire una maggiore appropriatezza ed efficacia delle cure. All’Ospedale Businco - prosegue il documento della Assl -, vengono eseguite le procedure invasive di terzo livello di terapia del dolore, mentre i controlli successivi e gli altri eventuali interventi vengono effettuati nei centri periferici, come La Maddalena, Olbia e Tempio. Non è pertanto necessario recarsi a Cagliari per un controllo», prosegue la Assl, che ricorda poi «che a Olbia, vengono garantite le ricariche e le verifiche delle pompe intratecali impiantate». Resta il fatto che la signora tempiese è stata comunque mandata a Cagliari dal suo medico. (a.m.).
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