Chiude il Centro ascolto famiglie il centrosinistra accusa il Comune
Rino Piccinnu: «Servizio scaduto e non c’è traccia di un nuovo bando: trecento famiglie in difficoltà» L’ufficio di via Verrocchio svolge tante attività a cominciare dagli incontri protetti tra genitori e figli
OLBIA. Il Centro ascolto della famiglie non ha più voce. Da ieri, infatti, è scaduto il servizio garantito dall’Oltranservice. E il comune non ha provveduto né alla proroga né a pubblicare un nuovo bando per questo servizio. A sottolinearlo è una interrogazione del gruppo consiliare di minoranza della Coalizione civica e democratica presentata al sindaco Settimo Nizzi e al presidente del consiglio comunale Giampiero Mura. «È uno dei tanti effetti – dice il consigliere d’opposizione Rino Piccinnu – della mancanza di un assessore ai servizi sociali. L’amministrazione è evidentemente troppo distratta, impegnata in altre cose per rendersi conto che ci sono di servizi importantissimi per la cittadinanza».
Il Centro per la famiglia, che si trova in via Verrocchio si occupa di problemi delicatissimi. A cominciare dagli incontri protetti fra genitori e figli, in casi problematici come quelli che riguardano gli uomini che usano violenza verso le proprie compagne. «Non solo – dice ancora Rino Piccinnu, che nella passata legislatura era l’assessore comunale ai servizi sociali – , il Centro è presente nelle liti familiari, assiste il tribunale dei minori e il tribunale di Tempio in diverse cause. Infine si occupa di affido nazionale e internazionale. Un insieme di problematiche molto grosse che interessano circa 300 famiglie residenti a Olbia.
Nell’interrogazione che porta la firma di tutti i componenti della Coalizione civica e democratica (Rino Piccinnu, Patrizia Desole, Carlo Careddu, Ivana Russu, Amedeo Becciu e Massimo Satta) si sottolinea come «l’amministrazione non ha provveduto alla proroga del servizio svolto dall’Oltranservice e che non risulta pubblicata la gara per la prosecuzione del servizio. Inoltre già da ottobre 2016 è stato chiuso anche il servizio educativo territoriale e che questo servizio e il Centro per la famiglia sono finanziati dalla Regione Sardegna».
«Non basta il palliativo di attingere ad altri servizi specialistici per i casi più gravi – prosegue l’interrogazione –. Per tutti questi motivi chiediamo perché il comune non ha ancora pubblicato nei termini il bando di gara al fine di consentire la proroga del servizio? Qual è il giudizio di questa amministrazione sul servizio svolto dal Centro? È intenzione dell’amministrazione riprendere al più presto il servizio, e se sì con quale tempistica? Quali azioni ha intrapreso l’amministrazione per sopperire alla mancanza del servizio, almeno nei casi più gravi»?
In attesa della risposta dell’amminstrazione comunale, resta sempre in piedi l’interrogativo relativo alla mancanza di una assessore in giunta, dopo la scomparsa di Patrizia Bigi. Il sindaco Nizzi non ha ancora deciso, probabilmente aspetta l’esito del giudizio del Tar, fissato per fine maggio, sul ricorso presentato da alcune associazioni sulle quote rosa nell’esecutivo.
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