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Olbia

Malattie renali, lezione dei medici a scuola

Malattie renali, lezione dei medici a scuola

La media “Grazia Deledda” e il liceo “Dettori” aprono le aule agli specialisti del reparto di Nefrologia

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TEMPIO. Anche quest'anno, nelle scuole di Tempio, e, quindi nell'Assl di Olbia, verrà celebrata la Giornata mondiale del rene. Oggi, in concomitanza con tante altre località, due scuole della città, la Media "Grazia Deledda" e il Liceo "Dettori", apriranno le loro aule ai medici del reparto di Nefrologia dell'ospedale.

L'iniziativa sarà coordinata da Mario Passaghe, responsabile di Nefrologia al "Paolo Dettori".

Gli daranno manforte i dottori Sandro Grussu e Giorgio Chiarelli, che incontreranno rispettivamente gli studenti delle medie e del liceo.

Tema della giornata è la malattia renale nelle sue relazioni con l'obesità, indice spesso, quest'ultima, di un vero e proprio, e purtroppo sempre più diffuso, "malcostume" alimentare.

«L'obiettivo della campagna di sensibilizzazione - dichiara il dottor Passaghe - è quello di aumentare la consapevolezza sull'importanza dei reni, evidenziando che il diabete, l'ipertensione e l'obesità sono fattori di rischio che favoriscono l'insorgenza della malattia renale cronica, e stimolando comportamenti preventivi che si possono mettere facilmente in atto anche con un semplice esame delle urine e il dosaggio della creatinina, primo passo per avviare una diagnosi precoce della malattia renale e per prevenirne l'eventuale evoluzione».

Parole che nascono dalla constatazione dell'entità del problema. Si sa, ad esempio, che in Italia poco più del 46% della popolazione adulta è in sovrappeso o obesa.

Valori analoghi si riscontrano anche nella popolazione infantile. L'incremento del peso corporeo viene attribuito principalmente a due fattori: un'alimentazione poco equilibrata dal punto di vista dell'apporto calorico e la sedentarietà, che è diventata un'autentica abitudine di vita.

Se l'adulto trascorre molto tempo in ufficio o in macchina, è stato scoperto che il 35% dei bambini di 8 anni trascorre invece molte ore davanti alla televisione o davanti a un monitor per giocare con i videogames.

Si spiega così l'esigenza di una capillare opera di sensibilizzazione, che, partendo dalle scuole, metta i più giovani al corrente dei rischi che possono correre.

Durante la mattinata, nel corso degli incontri formativi programmati nelle due scuole, verranno presentati video e slides per documentare anche con il supporto delle immagini l'urgenza del tema che verrà affrontato. (g.pu.)

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