La Nuova Sardegna

Olbia

Terapia del dolore, l’ex anestesista: «Sono tagli sbagliati»

di Angelo Mavuli
Terapia del dolore, l’ex anestesista: «Sono tagli sbagliati»

Nella Manconi, costretta a lasciare il servizio, attacca l’Assl «Ridimensionamento nonostante l’alto numero di assistiti»

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TEMPIO. Non si placano le proteste per il pesante ridimensionamento del servizio di terapia del dolore di Tempio, decisa, silenziosamente, qualche mese fa, dalla direzione aziendale del tempo. Dopo le proteste dei pazienti, e dopo la dura nota della Cgil–medici con il suo delegato Giorgio Chiarelli, medico nell’Unità operativa di dialisi del Paolo Dettori, ieri è stata la volta di Nella Manconi, medico anestesista, ideatrice di fatto del servizio di terapia del dolore, dove ha lavorato dal 1984 sino allo scorso mese di dicembre, quando ha deciso di andare in pensione. Ciò, spiega lei, dopo il rifiuto dell’azienda di fornirle gli stimolatori midollari e i presidi per le radio frequenze.

Nella Manconi, ancor oggi referente regionale della Federdolore-Sicd, dopo essere rimasta in silenzio per diversi mesi, assistendo impotente alla fine del servizio che aveva visto transitare migliaia di pazienti, ieri, ha messo nero su bianco, in un comunicato, il suo sfogo. «Una nota – scrive – assolutamente necessaria dopo le notizie “incomplete e non precise” fornite dall’ufficio stampa dell’Assl di Olbia. Il servizio di Tempio, contrariamente a quanto affermato nel comunicato dell’Assl, non è un “semplice ambulatorio” ma una “struttura semplice” istituita nel 2010 con atto deliberativo aziendale. Diventando, in breve tempo, centro di riferimento per l’intera azienda e per tutto il nord Sardegna, per la complessità degli interventi che venivano eseguiti settimanalmente in sala operatoria. Elettrostimolatori impiantati nella colonna vertebrale per i gravi dolori della schiena, la Radiofrequenza per le lombalgie, per i dolori della testa, delle spalle, delle ginocchia e delle anche che non potevano essere operati. Successivamente il Centro di Tempio, con regolare atto deliberativo della Regione, fu inserito nella rete regionale di terapia del dolore. Mai attuata per il disinteresse degli organi preposti».

Nella Manconi si sofferma ad illustrare l’istituzione della Rete a cura della Federdolore-Sicd, poi, contesta i drastici tagli attuati dall’Assl al servizio. «L’Azienda di Olbia – scrive – ha deciso, nonostante l’altissimo numero degli assistiti, di tagliare drasticamente proprio i fondi della terapia del dolore, non acquistando più elettrostimolatori, pompe intratecali e aghi per radiofrequenza. Costringendo così i pazienti, pur con gravissimi dolori e difficoltà, a pellegrinare per tutta l’isola e a rivolgersi anche a costose strutture private in altre regioni. Negando in questo modo il “diritto a non soffrire” a pazienti fragili. A coloro cioè che per motivi economici o di gravi problemi di salute non possono avere le giuste terapie». Il medico chiude precisando che «contrariamente a quanto affermato nel comunicato stampa dell’Assl, le ricariche delle pompe elastomeriche,  ben diverse dagli elettrostimolatori, da sempre vengono effettuate anche dai colleghi del Paolo Dettori e non solo ad Olbia».

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