L’Assl domani in prima linea contro anoressia e bulimia
OLBIA. Domani, l’Assl di Olbia si colora di lilla per celebrare la giornata nata per sensibilizzare la popolazione e combattere i disturbi del comportamento alimentare. La “Giornata del fiocchetto...
OLBIA. Domani, l’Assl di Olbia si colora di lilla per celebrare la giornata nata per sensibilizzare la popolazione e combattere i disturbi del comportamento alimentare. La “Giornata del fiocchetto lilla” per aiutare chi soffre di anoressia e bulimia, si terrà nei locali del Servizio di diabetologia, al secondo piano della struttura sanitaria San Giovanni di Dio (viale Aldo Moro), dove, dalle ore 10 alle 15.30, un team multidisciplinare sarà a disposizione della popolazione per chiarire alcuni aspetti della patologia. Lo sportello rimarrà aperto per tutto il mese di marzo e aprile (dalle 14.00 alle 15.30) per fornire informazioni e sensibilizzare la popolazione sui disturbi del comportamento alimentari. Patologia che interessa in Italia 3 milioni di persone.
Nella Assl di Olbia dal 2007, opera un ambulatorio multidisciplinare di diagnosi e terapia. All’equipe di specialisti, dal 2014, si è unita anche la figura dei nutrizionisti che hanno implementato il team multidisciplinare. «I disturbi del comportamento alimentare (DCA) – spiega una nota dell’Assl – sono complesse malattie mentali che portano chi ne è affetto a vivere con l’ossessione del cibo, del peso e dell’immagine corporea. Si tratta di disturbi che possono compromettere seriamente la salute di tutti gli organi e apparati del corpo (con conseguenze cardiovascolari, gastrointestinali, endocrino, ematologico, con conseguenze sull’apparato scheletrico, sul sistema nervoso centrale, dermatologico ecc.), che possono portare sino alla morte». Il 40% dei disturbi del comportamento alimentare si manifesta tra i 15 e i 19 anni, ma i primi segnali possono comparire anche nella preadolescenza, tra gli 8 e i 12 anni. A soffrirne maggiormente sono le ragazze, ma il fenomeno sta coinvolgendo anche i ragazzi: si conta 1 maschio ammalato su 9 ragazze.
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