Aggius, dalla civiltà degli stazzi una sfida alla modernità
“Primavera in Gallura” ora punta sugli antichi mestieri e sui prodotti della terra. Premiati Dori Ghezzi, il generale Gian Francesco Siazzu e l’architetto Luigi Stazza
AGGIUS. Salvare dall’oblìo la memoria storica della civiltà degli stazzi è un lavoro faticoso. Richiede passione, dedizione e coraggio. Lo sa bene Gianfranco Serra, presidente dell’associazione culturale “Stazzi e cussogghj” che da cinque anni percorre in lungo e in largo gli sterrati della sua terra raccontando luoghi, usi e costumi della “Primavera in Gallura”. La conservazione museale degli antichi usi e costumi però adesso non basta più, negli stazzi c’è un’economia viva fatta di cibi genuini, manufatti artighiani e mestieri da riscoprire. Insomma, c’è un mondo che avanza sfidando il tempo e la modernità. Affrontando sul mercato i pomodori cinesi e i formaggi nati in laboratorio invece che in ovile.
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Su questi temi da real Sardegna si è svolta sabato scorso ad Aggius la serata celebrativa della rassegna culturale itinerante “Stazzi e cussogghj” che compie cinque anni e che si prepara ad affrontare con grandi novità la stagione 2017, in programma tra maggio e giugno. Stracolmo l’auditorium del centro polifunzionale comunale Murognò. Tanti sindaci e amministratori comunali, a cominciare dal padrone di casa, Nicola Muzzu, poi dirigenti delle Pro loco e di tante associazioni culturtali, cori di Aggius e Tempio e gruppi folk. Tanta gente, perché da queste parti – Gallura profonda – la civiltà degli stazzi è cosa viva. Una bandiera storica ed economica che ruota intorno a quel mausoleo di cultura contadina che è il Muto di Gallura, azienda agrituristica e insieme museo etnografico ideata e fatta crescere proprio da Gianfranco Serra. L’obiettivo era fare il punto della situzione dopo cinque lunghi anni, ma anche guardare avanti, verso un modello nuovo di rassegna che vuole trasformare la memoria storica in economia corrente. «Lungo i sentieri della memoria - dice Gianfranco Serra - abbiamo riportato alla luce, civiltà, costumi, canti e tradizioni che rischiavano di perdersi. Oggi vogliamo guardare anche alle attività economiche intorno agli stazzi. Perché da lì dobbiamo ripartire».
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Come tradizione, l’associazione “Stazzi e cussogghj” anche quest’anno ha assegnato un premio a personalità che si sono distinte per l’attaccamento alla Sardegna, a tutti gli effetti la loro terra. Sul palco Dori Ghezzi, più sarda di mille sardi, il generale Gian Francesco Siazzu ex comandante generale dei carabinieri, e l'architetto Luigi Stazza, autore di tanti preziosi documentari sulla Sardegna e anche sulla Primavera in Gallura. A tutti è stato consegnato in premio una riproduzione fedele dell’antico carro a buoi che è un po’ il simbolo antico di “Stazzi e cussogghj”.
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