La Nuova Sardegna

Olbia

Linea dura contro gli abusi edilizi stop del Comune a 4 lottizzazioni

di Serena Lullia
Linea dura contro gli abusi edilizi stop del Comune a 4 lottizzazioni

L’ente locale sospende la costruzione di case su quattro terreni, tre a Raica e uno a San Vittore La giunta Nizzi autorizza la resistenza in giudizio contro i ricorsi al Tar presentati dai proprietari

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OLBIA. L’edilizia creativa non fa proseliti in Comune. L’amministrazione aguzza la vista sulle periferie di campagna e blocca i mattoni non autorizzati. L’ente locale è pronto a difendere lo stop ai lavori nelle lottizzazioni abusive (notificato ai proprietari con ordinanza del dirigente) anche in tribunale. Solo questa settimana la giunta Nizzi ha dovuto dare l’ok alla costituzione in giudizio per resistere ai ricorsi presentati da quattro cittadini. Il Comune ha congelato i lavori in quatto terreni, tre nella zona di Raica e uno a San Vittore-Pinnacula, aree urbane di campagna in cui in passato molte case sono venute sù senza uno straccio di autorizzazione.

Lezione alluvione. Ma l’alluvione del 2013 e l’esigenza di garantire la sicurezza dei cittadini ha costretto gli enti locali a tenere gli occhi spalancati sui potenziali abusi edilizi. Un pugno di ferro che si fonda sul principio di legalità e di sicurezza. L’amministrazione Nizzi fa tesoro del passato e non teme la linea dura sugli abusi edilizi, certa che la città stessa non potrà che apprezzare l’investimento sulla loro sicurezza.

Pioggia di ricorsi. Sul tavolo del settore legale sono decine dall’inizio dell’anno le cause amministrative. Non proprio una novità per un comune in continua espansione come Olbia, ma che non intende ripetere il copione del passato. Lo stesso sindaco Settimo Nizzi ha ribadito più volte la doverosa linea di inflessibilità. Gli enti locali hanno degli obblighi ben precisi sul fronte dei mattoni non autorizzati che nessuno può permettersi di ignorare. In caso di abusi edilizi il Comune ha il dovere di legge di fermare gli operai con un’ordinanza dirigenziale di sospensione dei cantieri. Che quasi sempre viene impugnata dai privati davanti al giudice amministrativo.

Più vigilanza. Certo vigilare su una città estesa come Olbia non è una operazione facile. Molte segnalazioni di presunte costruzioni irregolari arrivano dalle associazioni ambientaliste. Ma gli agenti della polizia locale che poi devono verificare le anomalie edilizie sono pochi e non sempre riescono a battere a tappeto il territorio. Un prezioso aiuto arriva anche dai cittadini, negli ultimi anni sempre più sensibili al tema ambientale e della sicurezza. L’alluvione del 2013 ha costretto la città a guardarsi allo specchio. La comunità ha scoperto di essere fragile e in passato di essersi girata troppo spesso dall’altra parte. Con leggerezza Olbia ha imparato a convivere con case costruite sulle sponde dei fiumi, su terreni che in caso di abbondanti piogge finiscono sott’acqua. Situazioni anomale, in parte sanate da provvedimenti nazionali, che hanno portato a una crescita disordinata, disattenta e non ragionata della città. Che il ciclone Cleopatra ha messo a nudo il 18 novembre 2013 in tutta la sua gravità.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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