Niente più auto nel centro sarà una rivoluzione verde
Ruspe e transenne nel maxi cantiere tra via Belli, via Cascella e via Mario Ceroli Il presidente del Consorzio: dobbiamo recuperare lo spirito originario del borgo
PORTO ROTONDO. Dopo oltre cinquant’anni di storia Porto Rotondo scommette sul suo passato. Recupera l’originalità dei luoghi e lo spirito del tempo perduto. Lo fa – o almeno ci prova – ripartendo dalla definizione del centro urbano. Lo spirito originario dei luoghi vuol dire isola pedonale: via le auto dal centro e largo ai pedoni indisturbati. Già questo basta e avanza per ipotizzare che per Porto Rotondo l’estate 2017 porterà una rivoluzione urbanistica.
Da settimane nel cuore pulsante del borgo, tra via Belli e via Mario Ceroli, si muovono le ruspe e la strada è disseminata di transenne. È il completamento del grande progetto di riqualificazione urbana disegnato dall’architetto Julio César Ayllòn e avviato la scorsa primavera con la porta d’ingresso e il percorso pedonale in via Belli caratterizzato dalla pavimentazione realizzata dall’artista bretone Emmanuel Chapalain. Il grande progetto sarà completato quest’anno, si prevede prima di Pasqua, quando Porto Rotondo si risveglierà dal letargo invernale per accogliere i primi turisti. Tutti a piedi, naturalmente. Sì, perché dalla porta d’ingresso di via Belli sino alle viuzze del centro scatterà il divieto di transito e di sosta per le auto che gireranno alla larga appena dopo la piazza Quadra.
«Un provvedimento necessario – spiega il presidente del Consorzio di Porto Rotondo Gianluca De Fazio – e sappiamo già che le discussioni non mancheranno. Quando si decide di chiudere il centro alle auto inevitabilmente si devono affrontare le obiezioni, ad esempio, di tanti commercianti o gestori di attività e locali pubblici, che però devono comprendere che le limitazioni al traffico alla fine porteranno benefici a tutti. Insomma, Per i parcheggi, stiamo valutando alcune possibilità fuori dal centro, mgari con un servizio di bus navetta come già fatto in passato». «Vogliamo recuperare lo spirito originario di questo luogo – aggiunge l’architetto urbanista Daniele Rallo. anche lui membro del consiglio d’amministrazione del Consorzio – Porto Rotondo nasce così, a misura d’uomo».
La manovra urbanistica e il maxi cantiere di via Belli sono la carta del rilancio che il Consorzio si prepara a calare dopo le polemiche dei mesi scorsi. Il cda ha dovuto affrontare gli attacchi dell’opposizione sfociati prima in una mozione di sfiducia nei confronti del presidente Gianluca De Fazio (respinta dall’assemblea) e poi nelle dimissioni clamorose di ben tre consiglieri. Due su tre sono stati sostituiti nell’organico del cda, il terzo ancora no e la surroga non sembra impresa facile. Del resto, il suo nome è di quelli che pesano: Leonardo Donà dalle Rose, il figlio del conte Luigi, fondatore di Porto Rotondo. Un mese fa è andato via indignato sbattendo la porta e da allora non si è più visto. Per Porto Rotondo è stato un po’ come perdere la memoria e l’identità.
@marcobittau
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