Zanchetta: alle isole piani sanitari sicuri
Il consigliere regionale Upc contesta la ministra Lorenzin Ma chiede alla Regione modelli affidabili per La Maddalena
LA MADDALENA. La lotta per salvare il Punto nascita e l'ospedale Paolo Merlo non si ferma. «Ho sollecitato il presidente Pigliaru, serve una nuova fase di confronto e dialogo con l'amministrazione comunale, gli operatori sanitari e la comunità per evitare pericolose incomprensioni», l'affermazione del consigliere regionale Pierfranco Zanchetta (Upc), fa eco alle dichiarazioni dei giorni scorsi del ministro Beatrice Lorenzin: «Il Punto nascita è oggettivamente insicuro», ma anche agli accordi disattesi dall'assessore regionale alla Sanità, Luigi Arru.
Question time. La protesta portata avanti a colpi di scritte sulle pance delle mamme in dolce attesa era approdata alla Camera dei deputati con l'interrogazione del riformatore Pierpaolo Vargiu, che nel question time aveva sollecitato risposte e sicurezza per mamme e nascituri. Mercoledì scorso la Lorenzin aveva sottolineato che anche per i punti nascita in aree disagiate e insulari i parti annui devono essere almeno 500. E che nessuna deroga alla chiusura del Punto nascita maddalenino era stata presentata al ministero. «La richiesta di deroga – afferma Zanchetta –, per quanto difficile da ottenere, avrebbe dovuto richiamare quella dall'Isola d'Elba per l'ospedale di Portoferraio: in quel punto nascita si registrano 160 parti all'anno ma è attivo perché tiene conto del disagio geografico. La decisione di non procedere, presa in autonomia da Arru – dichiara –, ha scatenato la protesta delle neomamme e l'ira dei maddalenini, sollevando un polverone che poteva essere evitato se la richiesta fosse stata attuata e accompagnata da un'efficace azione di informazione e condivisione del nuovo modello di sanità e dei percorsi di sicurezza che si intendono garantire per La Maddalena». Zanchetta chiede ai vertici sanitari regionali sensibilità e attenzione nei confronti della Maddalena con azioni immediate per tutelare il diritto alla salute e la sicurezza degli isolani. «Oggi Carloforte e La Maddalena sono distretti sanitari autonomi, ma lo sono ancora solo sulla carta – dice –. Agli standard di sicurezza devono seguire programmi sanitari affidabili che le realtà insulari devono ottenere in fretta. La Regione ha il dovere di intervenire subito e presentare il nuovo modello di sanità che intende calare sulle isole minori, compresa la riorganizzazione dell'ospedale Paolo Merlo, su cui dovrà esprimersi anche il Consiglio regionale in fase di approvazione della nuova rete ospedaliera della Sardegna».
La mediazione. La Polemizza infine. «La Lorenzin ha detto che le deroghe sono frutto di una mediazione politica. Per l'Isola d'Elba evidentemente c'è stata una mediazione politica più forte, dimostra che l'attenzione per la Toscana è più alta che per la Sardegna, ma dimostra anche – conclude il consigliere regionale –, che la Regione Toscana ha saputo rappresentare meglio le proprie necessità,facendo diventare il punto nascita di Portoferraio il primo progetto di parto di sicurezza in un piccolo ospedale».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google