La Nuova Sardegna

Olbia

Crisi al sugherificio Ganau gli operai: nessuna tutela

di Angelo Mavuli
Crisi al sugherificio Ganau gli operai: nessuna tutela

I lavoratori attaccano le organizzazioni sindacali dopo l’incontro con l’azienda «Disattesi tutti gli impegni presi sugli arretrati, non ci sentiamo rappresentati»

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TEMPIO. «I sindacati stanno tutelando l’azienda, non i lavoratori». È il senso della lettera scritta dagli operai del sugherificio Ganau spa, all’indomani dell’incontro tra i responsabili aziendali e le organizzazioni sindacali. Incontro che non ha affatto rasserenato gli animi dei 230 operai, come forse hanno creduto i sindacalisti, i quali, tra l’altro hanno dribblato i lavoratori al termine dello stesso incontro. «Non ci sentiamo più tutelati», denunciano.

La lettera. I dipendenti del sugherificio hanno deciso di scrivere una lettera nella quale denunciano lo stato di incertezza, la preoccupazione delle loro famiglie e nella quale accusano pesantemente le organizzazioni sindacali di essersi appiattiti sulle posizioni dell’azienda, «venendo meno, autonomamente – scrivono – e senza consultare i lavoratori, anche a quelli che erano gli accordi recenti sul pagamento della tredicesima e di due mesi e mezzo di stipendi arretrati».

La protesta degli operai. «Nella riunione di mercoledì scorso – si legge nella lettera –, il sindacato, senza alcuna consultazione preventiva con gli operai, ma d’accordo con l’azienda, ha deciso che il saldo dello stipendio di dicembre verrà pagato fra il 27 ed il 28 di questo mese. La decisione, unilaterale, viola spudoratamente gli accordi siglati nello scorso mese di febbraio, quando fu deciso che il saldo dello stipendio di dicembre sarebbe dovuto essere pagato entro il 13 di questo mese. Ma non basta – aggiungono ancora gli operai –: l’incontro con l’azienda, durante il quale si doveva trattare dei nostri salari arretrati e della nostra tredicesima, si è trasformato per i sindacati in una autentica Waterloo e per noi e per le nostre famiglie, in una beffa atroce. La tredicesima mensilità, per esempio sarà spalmata in sette mensilità, da aprile a novembre, con esclusione però del mese di agosto, vuoi mai che venga spesa per le ferie. Altrettanto accadrà con due mesi e mezzi di stipendi arretrati. Forse è proprio per questo, per questa loro Waterloo, che i sindacati dopo l’ultima riunione di mercoledì – attaccano i lavoratori–, si sono vergognati e non hanno avuto neanche la sensibilità di aspettarci all’ingresso della fabbrica per comunicarci i risultati della riunione e per ascoltare le lamentele di chi, al 28 marzo, (così come loro hanno accettato di fare), non riesce ad arrivarci senza soldi».

L’ombra dei licenziamenti. Un atteggiamento, quello dei sindacati che preoccupa gli operai in vista del prossimo incontro del 10 aprile quando si dovrà parlare di licenziamenti, di ristrutturazione e di mutamenti, come denunciano loro stessi a conclusione della lettera. «La realtà vera – scrivono – è che non ci sentiamo più tutelati dai sindacati che non vogliono che si sappia cosa sta succedendo, semplicemente per tutelare l’azienda anziché i lavoratori».

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