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Olbia

Il tribunale di Cagliari ordina: dissequestrate l’appartamento

Il tribunale di Cagliari ordina: dissequestrate l’appartamento

Restituita ai proprietari la casa di via delle Felci occupata dall’ex consigliere comunale Varrucciu Intanto prosegue l’inchiesta della Dda per associazione a delinquere con l’uso di metodi mafiosi

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OLBIA. Mentre l’inchiesta della Dda sui presunti affari di mafia a Olbia procede speditamente, il tribunale di Cagliari ha disposto il dissequestro dell’appartamento in via delle Felci. occupato da Giuseppa Lo Secco e Marco Varrucciu, ex consigliere comunale olbiese, entrambi indagati associazione per delinquere, riciclaggio, estorsione e truffa con l’aggravante specifica dell’utilizzo di metodi mafiosi. Sempre su ordine del tribunale di Cagliari, l’appartamento (che solo marginalmente è coinvolto nell’inchiesta della Dda) è stato restituito al proprietario, una società di costruzioni olbiese finita nella rete della coppia e che con la sua denuncia alla magistratura aveva messo in moto l’inchiesta. Infatti, Giuseppa Lo Secco, palermitana di 43 anni, pur avendo presentato il ricorso contro il sequestro aveva manifestato l’intenzione di rinunciare all’oggetto del contendere, l’appartamento in via delle Felci, dove peraltro la coppia viveva senza luce e senza gas. A quel punto il tribunale ha annullato il decreto di sequestro dell’immobile disponendo la restituzione al proprietario, la società di costruzioni olbiese. Come ha ricordato l’avvocato Giommaria Uggias, difensore della Lo Secco e di Varrucciu, sull’appartamento pende una causa civile che ancora deve definire i contorni della vicenda.

Naturalmente la causa civile nulla ha a che vedere con l’inchiesta condotta dai sostituti procuratori della Dda cagliaritana Guido Pani e Rossana Allieri. Dell’appartamento di via delle Felci nel fascicolo si parla poco. C’è molto invece sull’attività di due società (la Marva holding e la Marva consulting), su improbabili compravendite immobiliari, operazioni bancarie spericolate, bonifici fantasma. E poi l'ombra lunga di Massimo Ciancimino, figlio di don Vito, ex sindaco di Palermo condannato per associazione mafiosa. "L'amico Max" della coppia garante e finanziatore di affari come l’acquisto di un complesso immobiliare in via Ada Negri, a San Nicola. Cinque piani con 46 appartamenti da ultimare. Il finanziamento (5 milioni di euro) doveva essere coperto da una fideiussione prestata dallo stesso Massimo Ciancimino.(m.b.)

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