Per 59 lavoratori Clea il futuro è Sebon
La società assumerà parte dei dipendenti licenziati. L’assemblea dei lavoratori accetta l’accordo: 66 diventano precari
OLBIA. Il futuro della Clea riparte dalla Sebon, la nuova società del gruppo Iervolino. Con un applauso liberatorio più che di felicità, l’assemblea dei lavoratori accetta l’accordo con l’azienda. Un pacchetto dolce-amaro. 59 dipendenti saranno licenziati e riassunti a tempo indeterminato dalla nuova società creata per gestire la lavanderia industriale. Al suo interno la partnership con la Mida e Carlo Iervolino, figlio di Gianni. A questi 59 si aggiungono i 14 lavoratori dei presidi ospedalieri. Per altri 66 (ma il numero potrebbe scendere a 51) il futuro sarà da precari. Saranno infatti riassunti ma con contratti stagionali di sei mesi. Nel caso in cui però la lavanderia di Iervolino dovesse decidere di fare nuove assunzioni a tempo indeterminato dovrà stabilizzare i precari ex Clea.
Il voto. Dopo due ore di discussione nel gelido capannone della zona industriale arriva il momento del voto per alzata di mano. Tutti a favore dell’accordo, una sola astensione. Ma per la firma finale bisognerà aspettare oggi.
Le condizioni. La firma chiude la procedura di licenziamento collettivo avviata a gennaio dalla Clea. Se i lavoratori non avessero accettato l’accordo di conciliazione, non ci sarebbe stata la garanzia della riassunzione stagionale per sei mesi. Chi perderà il posto di lavoro fisso è stato deciso in base alla legge. La normativa obbliga gli imprenditori a seguire tre principi: minore anzianità di servizio; a parità di anzianità minor carico di famiglia; esigenze tecnico-produttive. I sindacati, la Filctem-Cgil e la Femca Cisl, sono riusciti a ottenere il riconoscimento dell’anzianità di servizio maturata anche nelle altre aziende del gruppo Iervolino, Biancasarda e Torres srl. Garanzie anche sul Tfr, che verrà pagato dopo tre mesi dal licenziamento.
Licenziamenti a scaglioni. I licenziamenti degli esuberi, quelli destinati a diventare precari, non ci saranno tutti insieme. L’azienda, in base alle esigenze di lavoro, deciderà mese per mese.
La lista nera. I sindacati, incassato il via libera dell’assemblea, ieri sera avrebbero dovuto firmare l’accordo. Ma qualche perplessità sulle condizioni nella scelta dei licenziati, ha costretto al rinvio. «Ci è stata presentato un elenco con i licenziamenti settore per settore – spiega il segretario provinciale della Filctem Cgil Marino Bussu –. Abbiamo chiesto e concordato invece che, dal momento che il primo criterio sia il rispetto dell’anzianità di servizio, si faccia una lista complessiva, non cinque liste».
I commenti. «Ovviamente non ci può essere gioia in una procedura che vede decine di persone perdere il contratto a tempo indeterminato e passare a quello stagionale – commenta Bussu –. Ma sappiamo anche di avere ottenuto molto rispetto a quanto ci veniva prospettato a gennaio. La proprietà voleva mandare a casa 139 persone. Siamo riusciti a ottenere la certezza del tempo indeterminato per 59 persone e contratti di sei mesi per gli altri. Siamo certi di avere fatto tutto il possibile». Gli occhi sono puntati anche sulla gara di appalto alla Asl di Olbia, vinta da una azienda di Chieti il cui proprietario è stato arrestato per truffa. Si aspetta di capire se verrà concessa una nuova proroga alla Clea, al momento con contratto in scadenza a fine aprile. Se l’appalto sarà assegnato alla seconda ditta o il bando sarà annullato e rifatto.
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