Olbia, l’ira dei cittadini: ancora niente rimborsi per il 2013
A distanza di due mesi dall'annuncio dell'erogazione dei fondi per l'alluvione, i danneggiati non hanno ricevuto manco un euro
OLBIA. «Ancora non abbiamo visto neppure un soldo. Parole? Tante. Ma a distanza di due mesi dall’annuncio dell’imminente erogazione dei contributi per gli alluvionati, non è successo ancora niente». A parlare sono un gruppo di abitanti del quartiere Baratta uniti a tante altre persone che abitano vicino al Bruno Nespoli, tra le zone più devastate dal ciclone Cleopatra. «Il 18 gennaio scorso, sulla Gazzetta Ufficiale, è stata pubblicata la delibera del consiglio dei ministri con cui si autorizzava l’erogazione degli importi a tutti coloro che avevano subito danni dall’alluvione del 2013. Ma tutto tace. E vogliamo sapere il perché. Secondo quanto previsto dal dipartimento della Protezione civile, “il 19 gennaio 2017 sono stati trasmessi tutti i documenti utili ai comuni interessati e fornite le modalità operative per la gestione del finanziamento”, eppure non arrivano segnali. Il sindaco, a fine gennaio, aveva espresso la sua soddisfazione per l’annunciato risarcimento dei cittadini confermando la pubblicazione della graduatoria. Ma dopo quelle parole non è successo niente. Anzi. Ancora oggi, ci viene ripetuto dagli uffici competenti che stanno aspettando ancora che venga reso noto l’elenco degli istituti di credito tramite i quali verranno concessi i contributi. Adesso: noi non sappiamo quale sia l’inghippo, ma quel che è certo è che ci sentiamo presi in giro».
Nella graduatoria dei beneficiari, ci sono anche i nomi delle 675 famiglie di Olbia che aspettano quei soldi. Per ciascuna di loro sono stati previsti importi diversi, a seconda dei danni subiti. «Da quel tragico 18 novembre 2013, abbiamo vissuto momenti devastanti - continuano gli autori della protesta -. Abbiamo visto i nostri sacrifici andare in fumo e siamo stati costretti a indebitarci in modo pesante per poter tornare a una vita normale. Ma andare avanti è sempre difficile e per noi quei contributi rappresentano una boccata d’ossigeno. Gli aiuti raccolti attraverso le varie catene di solidarietà sono stati preziosi, ma non sufficienti a risollevarci di fronte a tanta devastazione. Ora fanno sapere dal Comune che verranno erogate nuove risorse per chi ha subito lo sgombero. Bene. Ma anche per queste l’attesa è stata lunga. Ora, però, vogliamo che ci vengano assegnati i soldi che ci spettano per i danni subìti, senza ulteriori attese. E se non arriveranno risposte certe in tempi brevi, siamo anche pronti a scendere in piazza e a manifestare». (s.p.)
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