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Olbia

Cipnes, un nuovo appalto per la “Pte”

di Enrico Gaviano
Cipnes, un nuovo appalto per la “Pte”

La ditta che ha vinto la gara è in concordato preventivo e il Consorzio riparte da capo. Obiettivo: opera pronta entro il 2018

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OLBIA. Riparte quasi da zero la Piattaforma Tecnologica europea, l’edificio che sta sorgendo in zona industriale. Dopo mesi di attesa, e con un cantiere fermo per le difficoltà attraversate dalla società che aveva vinto l’appalto, il Cipnes ha deciso di dare un’accelerata. La realizzazione dell’opera verrà riappaltata per cercare di avere gli spazi disponibili entro la fine dell’estate dell’anno prossimo.

Lavori interrotti. La Gte Altamura, società che aveva vinto l'appalto per il primo lotto funzionale della Pte per un importo di circa 12 milioni di euro, dopo aver avviato i lavori era entrata in crisi economica. Per questo ha dovuto avviare un concordato preventivo e nel frattempo già dalla fine della scorsa estate il cantiere è stato abbandonato. A rimetterci in prima persona sono stati gli operai che lavoravano per la realizzazione dell’opera. Sono rimasti senza stipendio per 14 mesi. Hanno ripetutamente chiesto il saldo delle spettanze e solo l’intervento del Cipnes stesso, che ha versato qualcosa come 80mila euro è servito ad accontentare i dipendenti della società in concordato, che avevano trascorso un terribile Natale, senza un soldo in tasca. Il Cipnes sperava che i problemi della società pugliese potessero risolversi con l’inizio del nuovo anno, e invece questo non è successo. Il Cantiere è rimasto ancora desolatamente vuoto, accumulando così nuovi ritardi sulla fine dei lavori.

Nuovo appalto. A questo punto il Consorzio industriale provinciale ha deciso di rompere gli indugi. Per far ripartire i lavori c’erano due possibilità: o assegnare l’appalto al secondo classificato nella gara già espletata, oppure fare una nuova gara. I vertici consortili hanno deciso di optare per la seconda ipotesi. Si fa una nuova gara d’appalto dunque, con dei termini molto incalzanti. Si pensa di poter bandire la gara entro due mesi e poter affidare i lavori entro fine anno in modo da poterli chiudere in otto nove mesi, cioè agosto-settembre del 2018. I lavori dovranno andare avanti a passo spedito, secondo un ordine di servizio molto stringente da parte del committente, il Cipnes, che nel capitolato dell’appalto chiederà che vengano adottati anche i doppi turni di lavoro, per poter rispettare la tabella di marcia prevista.

La storia. Il finanziamento per la Pte, un’area che all’origine doveva essere interamente dedicata alla nautica e alle fiere, era arrivato dalla Regione già nel 2011, con fondi assegnati al Cipnes. Successivamente c’è stato l’appalto per lo studio del progetto realizzato poi dall’architetto Julio Cesar Ayllon. Contemporaneamente però si sono aperti anche degli scontri, in particolare fra i vertici del Consorzio industriale, allora guidati da Settimo Nizzi, e il Comune di Olbia. In effetti il progetto globale andava a costare parecchi denari (lievitati sino a 70 milioni di euro). Arrivati alla conclusione che si poteva anche andare avanti solo con il primo lotto funzionale,, che già avrebbe cambiato volto all’area che si trova lungo la strada provinciale che conduce dalla zona industriale a Pittlunogu, si è deciso di appaltare l’opera.

Nuovi progetti. Il cambio della guardia al vertice del Cipnes, e il feeling ritrovato tra Consorzio e Comune di Olbia hanno condotto all’idea di portare un mercato comunale espositivo (denominato Macmar), proprio dentro la Piattaforma tecnicologica europea. Un’idea portata avanti per attrarre nuovi finanziamenti europei da canalizzare attraverso la Regione. Nel Macmar si pensava, a livello progettuale, la presenza di un mercato vero e proprio ma anche una sorta di Expo permanente dei prodotti tutti realizzati in Sardegna. Una nuova idea concettuale della Pte: la struttura sarebbe dunque destinata a ospitare nuove filiere produttive, che vanno dalla carne ai latticini, dai prodotti ittici a quelli della terra. Da qui poi il nuovo e definitivo passaggio: il progetto Insula.

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