La Nuova Sardegna

Olbia

Sardi nel mondo, architetto gallurese progetta in Cina uno shopping mall

di Dario Budroni
Il centro commerciale realizzato a Wuhan in Cina
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Il centro commerciale realizzato a Wuhan in Cina

Gabriele Decandia ha 35 anni ed è originario di Arzachena «Volevo fare un’esperienza all’estero». Premiato a Cannes

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ARZACHENA. Nel cuore della nazione più popolosa del mondo c’è una metropoli che si chiama Wuhan. L’hanno costruita esattamente dove il fiume Azzurro si incrocia con il fiume Han dopo migliaia di chilometri percorsi tra vette ghiacciate e pianure che si perdono all’orizzonte. E qui, in questo vasto e caotico agglomerato urbano che conta un qualcosa come 10 milioni di abitanti, esiste un mega centro commerciale con facciata super tecnologica che porta la firma di un giovane architetto di Arzachena. È Gabriele Decandia, 35 anni: insieme a un pool di colleghi cervelloni ha ideato e progettato la ristrutturazione di un enorme edificio adesso illuminato dalle insegne dei colossi del mercato globale. Un lavoro che è piaciuto talmente tanto da essere poi premiato a Cannes, al salone del mercato immobiliare retail internazionale.

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Dalla Gallura all’Asia. Gabriele Decandia aveva un sogno nel cassetto: fare un’esperienza all’estero. Così, dopo una laurea in architettura e alcuni lavori a Roma, nel 2013 ha fatto le valigie e si è trasferito a Hong Kong, quasi senza sapere bene cosa fare. «Coltivavo il sogno di passare un periodo all’estero, sin dalle scuole superiori – racconta Gabriele Decandia –. Sono convinto che anche in Italia ci si possa realizzare. Anzi, devo dire che all’estero non ho trovato persone più intelligenti di quelle incontrate in Italia. Forseall’estero esiste una maggiore cooperazione tra professionisti». A Hong Kong Gabriele Decandia ha trovato lavoro per alcuni mesi allo Spatial Practite, un importante studio di architettura. «È stata una palestra, lì ho imparato tantissime cose», racconta. Poi è passato a un secondo ufficio di architettura: Jato, sempre ad Hong Kong, parte di una compagnia ancora più grossa, la Jaid. Qui si è tolto una bella soddisfazione.

Il grande progetto. Allo studio Jato è stato infatti commissionato un lavoro: progettare la ristrutturazione esterna di un attempato e quasi anonimo palazzone che si trova nel centro di Wuhan, in Cina, capoluogo della provincia dello Hubei, un migliaio di chilometri più a nord di Hong Kong. Gabriele Decandia è stato inserito in un gruppo di lavoro che comprendeva altri tre architetti, due asiatici e un toscano. «È una struttura a 9 piani che misura 140 metri per 90 – spiega Gabriele Decandia –. Negli anni Novanta era un parco auto, un mega showroom dalla forma regolare, squadrata. I proprietari ci hanno quindi chiesto di pensare alla ristrutturazione esterna. Abbiamo rivoluzionato tutto. E ci siamo anche divertiti». Il risultato è di grande effetto: la facciata è un enorme schermo ondulato e luminoso e che si nota anche a distanza. All’interno della struttura, diventata uno shopping mall, ci sono decine di negozi. Tra le insegne spuntano anche quelle di Starbucks e H&M, giusto per citarne alcune.

Il riconoscimento. In Cina non si perde tempo. Ogni giorno in cui un centro commerciale resta chiuso si perdono montagne di soldi. «Quindi è stato tutto molto veloce. Per la progettazione abbiamo impiegato circa 5 mesi, il lavoro è stato realizzato in 6-7 mesi – continua l’architetto arzachenese –. Abbiamo progettato anche due torri, che saranno costruite in seguito». Gabriele Decandia il suo lavoro finito l’ha visto solo in foto e in video: «Il progetto lo abbiamo realizzato a Hong Kong. Il palazzo si trova a Wuhan e lì, io, purtroppo non ci sono mai stato».

Il risultato del lavoro del team a cui ha fatto parte Gabriele Decandia è particolarmente innovativo e originale. Per questo, lo scorso autunno, è stato premiato al Mapic di Cannes, al salone internazionale del mercato immobiliare.

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