La Nuova Sardegna

Olbia

La compagnia Corridoni è senza lavoro

di Guido Piga
La compagnia Corridoni è senza lavoro

La Tirrenia cancella la storica commessa per lo scarico delle merci, i lavoratori portuali costretti all’inattività dopo 87 anni

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OLBIA. Senza lavoro, mai successo prima in 87 anni, oggi i portuali della Corridoni non andranno al porto dell’Isola Bianca né ai moli di quello industriale. Nel secondo, non ci sono navi in arrivo; l’unica che doveva attraccare, piena di tonno, ha dovuto fare sosta a Cagliari perché solo lì adesso si possono fare i controlli sugli alimenti in arrivo dai Paesi fuori dall’Unione europea.

Nel primo scalo, arriveranno regolarmente le navi della Tirrenia e della Moby ma le loro merci, le loro auto, non saranno scaricate più dalla compagnia portuale Corridoni. Le due grandi compagnie, di proprietà del napoletano Vincenzo Onorato, da oggi affideranno tutti i lavori alla società Unimare, la diretta concorrente della Corridoni. La Moby per la verità lo faceva già, dal 2000. Adesso anche la Tirrenia farà così.

Il risultato è doppio: la Corridoni, 60 dipendenti, ha perso la commessa (le resta solo quella della Grimaldi) e 17 lavoratori (di cui solo 8 assorbiti dalla Unimare); il porto di Olbia sta diventando sempre più un monopolio di Onorato, che controlla la maggioranza delle rotte, la gestione dello scalo con la Sinergest, il servizio antincendio con i suoi rimorcatori, e un po’ lo scarico e il carico delle merci con l’Unimare, storica società olbiese altrettanto storicamente a lui vicina, amica.

La mancanza di lavoro per la Corridoni, nata nel 1930, è stata annunciata su Facebook dal presidente Piero Diana, il cui post ha avuto numerosissime condivisioni, numerosi commenti di solidarietà, di critica a Onorato. Il clima è pesante: la Corridoni si fermerà solo oggi, da domani avrà lavoro da fare, ma è chiaro che l’ultima scelta di Onorato rischia di avere ripercussioni a lungo. Di Onorato o di chi lo rappresenta a Olbia, il presidente Diana insinua questo dubbio su chi abbia realmente deciso di rescindere il contratto che legava da decenni e decenni la Tirrenia alla Corridoni, e per quale ragione, se perché la compagnia serve, come deve, anche la Grimaldi... «Buongiorno dottor Onorato, non le nascondo che, nonostante gli inutili tentativi, avrei avuto piacere di conoscerla personalmente, ma i “filtri” che ci dividono me l’hanno impedito - ha scritto Diana nella pagina Facebook della compagnia -. Come spero saprà, la Corridoni opera nei porti di Olbia e Golfo Aranci fin dal lontano 1930. Siamo tra le aziende più longeve della provincia, abbiamo resistito alla guerra, alla fame degli anni Quaranta e Cinquanta, siamo stati artefici della rinascita di Olbia Il1 aprile, la compagnia portuale, per la prima volta nella sua storia, rimarrà chiusa per mancanza di lavoro. Il motivo, dottor Onorato, la revoca da parte sua della nostra principale commessa di lavoro ossia il contratto Tirrenia. Siamo molto amareggiati perché proprio quella dirigenza “tutta sarda” ha dimostrato insensibilità e scarsa considerazione nei nostri confronti. Questa battaglia, purtroppo, è persa - chiude Diana - ma noi crediamo nelle nostre potenzialità, incassiamo il colpo e andiamo avanti, auspicando tempi migliori».

Difficile sapere come finirà, questa lotta, ma tutto lascia pensare che sarà combattuta, in nome della concorrenza sulle banchine.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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