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Olbia

Strappo Pd, al voto solo uno dei due circoli

Illustrate e votate le mozioni per le primarie: vince largamente Matteo Renzi su Orlando ed Emiliano

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OLBIA. Diviso come e più di prima. Quando c’è da votare per qualcuno o per qualcosa il Pd olbiese non resiste alla tentazione di spaccarsi in due. Ieri si dovevano votare mozioni e candidati in lizza alle primarie, ma al “congressino” – così come avevano annunciato il giorno prima – non si sono presentati gli iscritti del circolo Olbia 1 che hanno contestato la procedura di tesseramento. La votazione si è conclusa con il largo successo di Matteo Renzi (299 voti pari al 92.22%), seguito da Andrea Orlando (11 voti pari a l 3.50%) e da Michele Emiliano (4 voti pari all’1.28%) In tutto i votanti sono stati 318, 4 le schede bianche. Il dato politico olbiese però è un altro: il solco incolmabile che ancora divide il Pd locale.

L’ennesimo strappo si è consumato tra sabato e domenica, esattamente un anno dopo l’accordo elettorale che aveva sancito almeno una tregua tra le due anime del partito e tra i due circoli, Olbia 1 e Olbia 2, guidati rispettivamente da Angela Corda e Graziano Asara. Perse e archiviate le elezioni, il Pd ha ripreso la sua guerra interna. Guerra di tessere, perché la ragione del contendere è tutta nella regolarità delle procedure di iscrizione al partito per i congressi. Sotto accusa soprattutto il deliberato sul filo di lana della commissione nazionale per il congresso che ha accolto il ricorso del circolo Olbia 2 presentato contro la bocciatura di centinaia di tessere dei propri iscritti.

Ieri l’epilogo: come annunciato da segretario Graziano Asara, gli iscritti del circolo Olbia 1 non si sono presentati all’incontro preliminare alle elezioni primarie per illustrare e votare le mozioni e i candidati concorrenti alla segreteria del partito (Renzi, Orlando ed Emiliano). In realtà diversi iscritti di Olbia 1 si sono presentati al seggio, non certo i dirigenti o i militanti più in vista. Pur con mezzo partito o giù di lì, le operazioni di voto si sono svolte regolarmente. Adesso, passata la bufera, le diplomazie a lavoro per ricucire lo strappo.

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