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Olbia

Denuncia del Psd’Az: «Rifiuti e degrado sfregiano Sa Testa»

 Denuncia del Psd’Az: «Rifiuti e degrado sfregiano Sa Testa»

Reportage lungo l’itinerario che conduce al sito naturalistico Lidia Fancello: l’amministrazione salvi questa ricchezza

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OLBIA. Il degrado accompagna il percorso storico naturalistico del promontorio di Sa Testa, area che ospita uno dei pozzi sacri meglio conservati di tutta la Sardegna. «Il sito archeologico è tenuto molto bene, ma tutta la zona esterna al sito sembra essere pericolosamente abbandonata a se stessa», denuncia Lidia Fancello, segretaria del Psd’Az. Macchina fotografica alla mano, si cimenta in un tour da brivido lungo l’itinerario, fatto di storia costellata di rifiuti, sacchi di immondizia abbandonati, recinzioni, strade sbarrate. Un reportage fotografico nella bellezza sfregiata di Sa Testa. «La strada che porta all’itinerario – spiega – attraversa Cala Saccaia e prosegue fino a terminare in una piazzola di sosta: uno degli angoli più suggestivi del golfo interno di Olbia. Qui, da un lato del parcheggio un bel cartello posto dall’assessorato alla toponomastica della precedente amministrazione comunale, accoglie i visitatori, tutto intorno un mondezzaio. Per completare lo sfregio, l’area è impedita al transito da una rete rossa e da un cartello di divieto senza alcuna spiegazione in merito. Per non incappare in una violazione si deve arrivare alla piazzola percorrendo un sentiero alternativo». Poco più in basso, un cantiere «anche questo senza alcun cartello che segnali i lavori in corso, la proprietà, l’impresa appaltatrice e l’inizio lavori. Un mistero». Il giro continua lungo il percorso naturalistico «tra cumuli di detriti abbandonati ai lati dei viottoli, piccole discariche più o meno nascoste sotto la macchia, tanti sacchi di immondizia raccolti dai volontari qualche settimana fa e lasciati all’ombra dei ginepri, gli immancabili scaldabagni e un casottino abbandonato».

Il Psd’Az chiede all’amministrazione comunale «quali progetti abbia in serbo per mettere in salvaguardia una ricchezza così esposta e dall’equilibrio così fragile». Sperando che il degrado denunciato «non prosegua in maniera indisturbata con la costruzione di nuovi insediamenti industriali», Lidia Fancello si augura che la giunta si faccia carico di ciò che riteniamo essere uno sfregio in uno dei pochi angoli suggestivi rimasti ancora in questa città, dal quale invece si potrebbero ricavarne spazi volti alla fruizione turistica».

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