Ancora accuse alla clinica le denunce sono più di 10
L’avvocato Egidio Caredda: «Il dissequestro riguarda l’albergo e gli ambulatori Restano i sigilli alla sala operatoria e l’accusa di lesioni nei confronti delle donne»
OLBIA. Salgono a oltre dieci le denunce contro la clinica di chirurgia plastica Michelangelo per lesioni gravissime. E il parziale dissequestro disposto dal Riesame per la struttura sanitaria al secondo piano del Delta center, viene letto in modo positivo dall'avvocato Egidio Caredda. Il legale assiste le donne che accusano il poliambulatorio di averle deturpate con maldestri interventi al seno e all'addome.
«Il procedimento penale nato dalle denunce delle mie clienti – spiega l’avvocato Caredda – e per il quale il tribunale di Tempio aveva disposto il sequestro, trova piena conferma nel provvedimento del Riesame di Sassari. È vero che è stato disposto il dissequestro, ma solo per l'albergo Dream center e per gli ambulatori della Michelangelo. Restano i sigilli nell'intera area chirurgica, compresa la sala operatoria. Questo significa che la clinica può ritornare a eseguire solo trattamenti estetici, non operazioni di chirurgia plastica come mastoplastica al seno, addominoplastica e tutti gli interventi invasivi per i quali le donne che assisto si sono rivolte alla magistratura».
L'hotel dissequestrato riprende la sua attività. La contestazione di Caredda non riguardava l'albergo in sè ma l'uso delle sue camere come stanze di degenza per le pazienti della clinica Michelangelo. «Esprimo piena soddisfazione per un provvedimento che conferma l'attività della procura della Repubblica e il sequestro disposto dal tribunale di Tempio - conclude Caredda -. Resta infatti in piedi il sequestro sul blocco operatorio, cioè la sala operatoria e strutture annesse, e dunque il capo d'imputazione primario, ossia la contestazione di lesioni a carico degli indagati. Questo era certamente l'obiettivo principale primario delle donne che assisto. Un provvedimento a tutela della salute». (se.lu.)
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