Estorsione e usura, decide la Cassazione
TEMPIO. Il processo per usura ed estorsione intentato dalla procura della Repubblica nei confronti dei fratelli Umberto e Marco Galizia, di Pozzuoli, e Guglielmo Coronas, un giovane originario di...
TEMPIO. Il processo per usura ed estorsione intentato dalla procura della Repubblica nei confronti dei fratelli Umberto e Marco Galizia, di Pozzuoli, e Guglielmo Coronas, un giovane originario di Calangianus, contunia a spargere scorie tossiche. Ieri il difensore di Umberto Galizia, l’avvocato Antonio di Marco, ha avanzato una istanza al collegio giudicante di rimessione del procedimento penale ad altra autorità giudiziaria sostenendo «la mancata serenità dai magistrati tempiesi a giudicare questo caso». Il tutto sarebbe legato al procedimento penale aperto al tribunale che vede coinvolti Umberto Galizia l’ex gip del tribunale di Tempio Vincenzo cristiano e un imprenditore di Olbia, Manuel Spano, accusati di concorso in corruzione in atti giudiziari. Il legale ha sostenuto, nella istanza che tra i magistrati del tribunale e la procura non vi siano buoni rapporti. Il presidente del tribunale ha rimesso l’istanza ai giudici della Corte di Cassazione per la valutazione del caso, accompagnando il plico con una dichiarazione di assoluta imparzialità e serenità del tribunale gallurese a giudicare il presunto estorsore campano. L’udienza riprendera a giugno. (g.p.c.)
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